A Gromo si conclude l’esperienza amministrativa di Ornella Pasini. Pur potendosi ricandidare, la prima cittadina non si presenterà alle elezioni della prossima primavera. Come Alberto Bigoni di Ardesio e Michele Vanoncini di Oltressenda Alta, altri sindaci di paesi vicini che concludono il primo mandato, anche lei ha deciso di lasciare l’incarico. Scelte che, forse, testimoniano la difficoltà nel guidare un comune in anni di crisi.
«Penso che un mandato sia più che sufficiente, anche perché sono in amministrazione dal 2001, dapprima come vicesindaco e anche assessore ai Servizi sociali, Istruzione e Cultura – afferma Ornella Pasini –. Questo mandato è stato un’esperienza positiva, stimolante, appassionante, ma arriva il momento in cui è giusto lasciare a chi ha più energie e ha nuove idee». Resta da capire cosa succederà in vista delle prossime elezioni. Per ora, si sa che Sara Riva, attuale assessore a Turismo e Cultura, sta lavorando a una lista con persone perlopiù nuove all’attività amministrativa. Un progetto di cui sembrava potesse far parte anche la minoranza, ma il tentativo non è andato a buon fine. Non è ancora chiaro come si comporterà l’attuale gruppo di opposizione.

«Spero tanto che diversi cittadini di Gromo si mettano in gioco, perché bisogna dare qualcosa alla propria comunità – commenta la prima cittadina –. Certo, il paese ha un tasso di popolazione molto anziana, abbiamo tante persone che lavorano fuori tutto il giorno e sicuramente amministrare è un impegno molto faticoso. Io spesso nel corso del mio mandato ricordavo la frase di Papa Paolo VI secondo cui la politica è la forma più alta di carità. I cittadini è giusto che s’impegnino non solo nel volontariato, ma anche nella politica e nell’amministrazione. Io mi auguro che si riesca a costruire delle liste per questo impegno a favore della propria gente e del proprio territorio».
Ornella Pasini tiene a precisare che non si candiderà nemmeno come consigliere. «Quando uno è stato sindaco è giusto che si tiri da parte – osserva io –. Non mi vedo molto come consigliere comunale, anche per il mio carattere. Ritengo giusto lasciare pieno spazio agli altri. Se uno poi vuole impegnarsi per la propria comunità, lo può fare in altro modo». Infine, i ringraziamenti a «tutti quelli che mi hanno supportato e sopportato. In primis gli assessori e i consiglieri, poi il personale del Comune e chiaramente tutti i cittadini che non hanno mai fatto mancare suggerimenti e consigli».















