Non è solo un albero, è il Mas. Per Ponte Nossa un simbolo, oltre che una tradizione. Un rito antico, le cui origini si perdono nei secoli, ma dalle radici forti, tanto da resistere ancora. Fino ad oggi. Questa mattina, infatti, ad Ardesio è stato tagliato l’abete che il primo maggio verrà trasportato in cima al Pizzo Falò, dove svetterà per un mese esatto, fino al primo giugno, vigilia della festa della Madonna delle Lacrime, quando verrà bruciato.

Anche l’usanza di tagliare l’albero in territorio di Ardesio è una tradizione, che risale almeno agli anni Quaranta. Era andata persa, ma su iniziativa della Pro loco di Ardesio è stata ripresa nel 2014. Così anche oggi, di buon mattino, i Soci del Mas di Ponte Nossa erano nella zona di Valcanale, in località Zanetti, pronti a tagliare l’albero donato dal Comune di Ardesio: un abete di oltre 15 metri.

Tagliata con l’ascia, la pianta è stata poi trasportata a spalla fino alla strada per essere caricata su un furgone. Da Zanetti tutti si sono spostati ad Ardesio, prima davanti al Comune e poi nella piazza del centro storico. Da qui è iniziato il viaggio fino a Ponte Nossa, dove il Mas è stato accompagnato in corteo fino al santuario per la benedizione. Il primo maggio, l’albero verrà trascinato fin sulla vetta del Pizzo con la sola forza delle braccia (e gambe).
La tradizione si mantiene grazie ai Soci del Mas, un’associazione che non ha né statuto né cariche. Chi vuole esserne parte non deve far altro che farsi trovare a una certa ora in un certo luogo. «I Soci del Mas si costituiscono di fatto al taglio dell’albero e si sciolgono con il falò del primo giugno – spiega uno di loro, Sergio Castelletti -. La tradizione si deve mantenere e insistiamo perché non ci siano referenti, non ci siano incarichi, ma soltanto un coinvolgimento emozionale della popolazione». Garantiscono il ricambio gli incontri con i ragazzi delle scuole che avvengono ogni anno.

















