Tutti sembra vogliano tenerlo aperto, ma non si capisce a chi spetti il passo decisivo. Il punto nascita dell’Ospedale di Piario resta al centro di un rimpallo di responsabilità tra Regione Lombardia e Ministero della Salute. Difficile capirci qualcosa.
Sulla vicenda oggi è intervenuto il presidente della Regione Roberto Maroni, che si trovava a Bormio. «Noi abbiamo chiesto al Governo la deroga su tanti punti nascita, che secondo la legge dovrebbero essere chiusi, perché hanno meno di 500 parti all’anno, non per risparmiare ma per la sicurezza di chi va a partorire e questo è giusto – ha detto Maroni -. Noi, come Regione Lombardia, però abbiamo anche detto che siamo in grado, mettendoci risorse adeguate, di rendere sicuri questi punti nascita, anche se hanno meno di 500 nati all’anno».
Il presidente della Regione ha aggiunto: «Abbiamo stanziato 500 milioni di euro nei prossimi tre anni che possono essere utilizzati anche per mettere in sicurezza i punti nascita». E ancora: «Fortunatamente ho appreso con soddisfazione che la ministra Lorenzin si è accorta dell’errore fatto e quindi ci sta ripensando. Abbiamo già preso contatti con il Ministero e stiamo verificando la possibilità di tenerli aperti tutti».
«Mi sento di rassicurare le comunità circa l’impegno della Regione su questa partita – ha concluso Maroni -, la decisione però non dipende da noi. Potessimo decidere noi, il problema non ci sarebbe: abbiamo le risorse, li metteremmo in sicurezza, perché è giusto secondo noi tenerli aperti. Terremo informati i territori, che, più si mobilitano al fianco della Regione, più forza danno alla nostra azione e più facile sarà ottenere i risultati». Pertanto, va bene la manifestazione di domani alle 10 a Piario.
Oggi, con un lungo post su Facebook, è tornato a dire la sua anche il consigliere regionale Angelo Capelli, vicepresidente della Commissione Sanità, estensore della riforma sanitaria lombarda ed esponente del Nuovo Centrodestra, lo stesso partito del ministro della Salute Beatrice Lorenzin.
Capelli sostiene che la vicenda dei punti nascita «la stanno buttando in “vacca politica”» e propone quindi un «riepilogo dei fatti». Verso la fine del post, il consigliere regionale scrive che la valutazione espressa dal Comitato nazionale percorso nascita, l’organismo del Ministero che esamina le richieste di deroga, «è di natura tecnica ed è ovviamente resa alla luce della documentazione prodotta dalla Regione».
Capelli aggiunge: «Ove la Regione Lombardia intendesse fornire ulteriore documentazione e/o elementi di informazione originariamente non prodotti al fine di perorare una valutazione positiva da parte del Comitato Nazionale Percorso Nascita su tutte o parte delle istanze di deroga, il Ministero della salute avrà cura di investire tempestivamente il Comitato per una nuova valutazione».
Il post chiude così: «Mi sembra quindi di tutta evidenza che sia oltremodo significativo conoscere il contenuto della documentazione che la Regione ha inviato al Ministero per sostenere le deroghe richieste. Poi da ultimo, ma non ultimo, sarebbe interessante capire come negli anni, gli investimenti fatti ad Alzano Lombardo abbiano eventualmente inciso, a discapito di Piario, su questa situazione. Ad oggi e all’esito delle informazioni e sollecitazioni che ho inoltrato martedì sera al Ministero, Regione Lombardia può attivarsi per risolvere questa situazione».















