In vista del congresso provinciale della Cisl, Guido Fratta è stato riconfermato al vertice di Felsa, la categoria che segue i lavoratori atipici. “Atipico sarai tu!” è lo slogan dell’assemblea congressuale bergamasca. E infatti, non è più così difficile incontrare lavoratori che con il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, che per legge dovrebbe essere la forma comune di rapporto di lavoro, hanno poco a che fare.
Secondo i dati forniti dalla Camera di commercio, sul territorio di Bergamo si trovano circa 95 mila “lavoratori indipendenti” su un totale di 457 mila occupati. Di questi 46.731, figurano come imprese individuali attive (artigianato e commercio), mentre la parte restante (39 mila lavoratori) si divide tra professionisti (iscritti a ordini e albi) e altri freelance.
Tra i tanti lavoratori atipici, sottolinea il coordinatore di Felsa, «è opportuno non dimenticare i tanti, troppi, giunti da noi dopo avere aperto una posizione che non presenta, neppure lontanamente i connotati del lavoro autonomo: le cosiddette false partite Iva, caratterizzate da committenze uniche, vincolo di orario e postazione fissa e suddivise tra immobiliare, edilizia, servizi informatici, sanità, grafica, comunicazione, trasporti e corrieri, come anche nell’ambito fisioterapico e paramedico e talvolta persino negli studi. Ebbene, considerati anche gli indici statistici nazionali, possiamo ipotizzare che circa 2.500 di queste partite Iva non siano “genuine” ed almeno altre 1.000 siano per così dire in “zona grigia”. È l’ultima inquietante frontiera, quella in cui all’assenza di un qualsiasi diritto lavorativo fa eco l’imputazione totale del costo contributivo e fiscale a carico del lavoratore».
Nel 2015 (ultimo dato disponibile) gli avviamenti complessivi di personale non autonomo in provincia di Bergamo ammontano a 142.261 unità. Di queste, soltanto il 27% (38.895) era a tempo indeterminato (“dato certamente ridimensionato per il 2016”, aggiunge Fratta) e ben il 73%, e cioè 103.366, nelle altre forme non standard. Tra queste, oltre ai 53.000 contratti a termine e agli apprendistati, ci sono stati 27.188 avviamenti in somministrazione, 4.852 parasubordinati, 4.491 tirocini. Oltre ai 2 milioni 909 mila 169 voucher staccati (anno 2016).
Sul territorio bergamasco, Felsa Cisl ha convocato alcune assemblee per la presentazione della piattaforma contrattuale delle agenzie di lavoro. I lavoratori coinvolti, che pure hanno un naturale timore a riunirsi in contesti sindacali, hanno dimostrato interesse e attenzione. «Abbiamo così potuto sperimentare quanto elevato sia il bisogno di orientamento di questi operai ed impiegati che vivono il disagio di trovarsi in un contesto aziendale del quale non sono parte integrante perché dipendenti di un altro datore di lavoro – prosegue Guido Fratta -. Siamo soddisfatti di sapere che, almeno sul territorio bergamasco ed in riferimento alla contrattazione di secondo livello, molti colleghi si stanno impegnando a promuovere quella parità di trattamento che deve riguardare anche i premi di produttività e le indennità aggiuntive».
Il lavoro consulenziale e vertenziale di Felsa Bergamo ha consentito negli ultimi quattro anni di affrontare numerosi casi di falsa collaborazione, specie in settori come quelli dell’assistenza familiare (badanti), delle pulizie e di alcuni uffici, agendo con richiesta di differenze retributive e contributive. «A questi lavoratori, non soltanto under 35, continuiamo a dire che non sono soli – conclude Fratta-, che siamo accanto a loro e che qualora vi sia anche il minimo appiglio per potere agire lo facciamo e lo faremo perché la difesa dei più deboli e la lotta alle ingiustizie appartengono a Felsa Bergamo, come parte integrante della sua esistenza».

















