Pronti a partire in venti minuti: è la vita di chi fa parte del Gis (Gruppo Intervento Speciale) dei Carabinieri, realtà che negli anni si è conquistata un nome nel mondo per la sua professionalità.
A Leffe, in un incontro promosso dall’Associazione Nazionale Carabinieri Media Valseriana dal titolo “Vivo nell’ombra” e moderato dal giornalista Giambattista Gherardi, si è raccontato il comandante Alfa. “Una vita che si sceglie, – ha detto – con tanti doveri (che non pesano) e tante soddisfazioni”.
“Veniamo allertati per la partenza – ha spiegato -, arriviamo sul posto dove ci danno le informazioni. Con le apparecchiature elettroniche vediamo tutto l’obiettivo. Decidiamo come attaccare e le armi. Studiamo l’obiettivo. Su alcuni tipi di intervento entrano in campo i negoziatori. Se non c’è la resa, spieghiamo al magistrato il nostro modus operandi. Se ci dà l’ok, velocissimi e “senza bussare” entriamo. E in pochi minuti risolviamo la situazione. Poi tocca alla territoriale e noi rientriamo ai nostri elicotteri o aerei”.
I Gis sono coinvolti nel mondo anche in operazioni difficili in teatri di guerra. “Quello che è importante per i nostri ragazzi è di essere pensanti – ha detto -, in situazioni difficili e sotto pesanti sforzi quello che non deve mancare è la lucidità di pensare”.
Il Gis si fregia di importanti risultati anche all’estero. “Il tribunale dell’Aia ha scelto noi per la cattura dei criminali di guerra, specialmente nei Balcani. Una soddisfazione tutta italiana in quanto avrebbero potuto scegliere altri corpi. E poi siamo sempre attenti a quello che accade fuori dai nostri confini. Quando c’è un attacco o un intervento di un altro corpo, un nostro esperto va sul posto per studiare le procedure. Ci confrontiamo. A differenza degli altri corpi noi siamo meno schematici e meno prevedibili”.
Il comandante Alfa ha completato il suo percorso da qualche mese. “Sono riuscito a fare 40 anni di questa attività perché sono riuscito a scindere la mia vita operativa da quella privata. E poi devi avere a fianco una moglie che ti capisca, la famiglia è importante, è un incentivo anche nei momenti più duri”.


















