Va a gonfie vele il turismo in Bergamasca. Lo conferma il rapporto biennale 2014/2016 curato dall’Osservatorio della Provincia. In particolare, i dati dicono che gli stranieri sono in costante aumento.
In crescita anche l’arrivo di turisti: 943.324 nel 2014, 1.056.563 nel 2015, 1.060.727 nel 2016. Va ricordato che Expo 2015 ha provocato un boom di pernottamenti non solo a Milano ma anche nelle province limitrofe, tra cui la Bassa Bergamasca.
Gli stranieri sono stati 369.432 nel 2014, 426.924 nel 2015 e 442.054 nel 2016, con un’incidenza che è passata dal 39,2% al 41,7%. Sul territorio orobico, comunque, sono ancora gli italiani a registrare la maggioranza degli arrivi con il 58,3%.
Al primo posto tra gli stranieri ci sono i tedeschi, seguiti da spagnoli, francesi e inglesi. La Bergamasca risulta in linea con le tendenze lombarde e nazionali ad eccezione dell’importante numero di presenze provenienti dalla Spagna, fenomeno che è da ascrivere all’aeroporto di Orio al Serio. A livello regionale, i turisti proveniente dalla Germania hanno fatto registrare il triplo delle presenze di britannici e olandesi, con oltre 5 milioni.
Per quanto riguarda la ricettività, in Bergamasca stanno attraversando un periodo positivo le strutture extra-alberghiere, soprattutto per ciò che riguarda gli arrivi di ospiti italiani che nel 2016 si attestano sul 25,5%. Si tratta di una percentuale molto più alta rispetto alla media regionale (15%) e a quella nazionale (11,4%).
Nel 2016 l’apporto del turismo straniero alla nostra provincia è stato di 259 milioni di euro, con un balzo in avanti rispetto ai 190 del 2015. Un risultato dovuto soprattutto a “The floating piers”, la passerella di Christo sul lago d’Iseo, che ha esercitato un forte richiamo internazionale. Dato curioso è che i bergamaschi spendono di più di quanto il territorio ricava: nel 2016 per viaggiare hanno sborsato 504 milioni. In Lombardia le due voci pareggiano, mentre a livello nazionale sono molto più alte le entrate garantite dagli stranieri rispetto alle spese effettuate dagli italiani (36 milioni contro 22 milioni e mezzo).
















