La scoperta sembra già essere quella del secolo: parliamo delle onde gravitazionali predette dal Albert Einstein nel 1915 e inseguite per decenni, in particolare negli anni ‘60. Un grande interrogativo fino al 14 settembre 2015, quando due rilevatori hanno captato un segnale.
Gabriele Vedovato del gruppo Infn Padova-Trento e Marco Drago del Max Planck Institute di Hannover sono stati i primi a vederle. E “Primi a vederle” è anche il titolo del libro del giovane giornalista Alessandro Macciò e pubblicato con Padova University Press.
«Wow!»: è il primo commento tra i ricercatori davanti al sorprendente episodio. «La scoperta – spiega Macciò – è stata tenuta segreta per alcuni mesi per svolgere tutte le verifiche del caso ed è stata annunciata l’11 febbraio del 2016. Lavorando come giornalista l’11 febbraio 2016 sono andato ad assistere alla conferenza stampa con cui è stata presentata questa scoperta a Padova. Il team di ricerca internazionale che comprende vari gruppi nel mondo è il gruppo Padova-Trento che ha sede a Padova e quel giorno, io che prima di allora non sapevo praticamente nulla di onde gravitazionali, sono rimasto molto colpito dall’annuncio. Ho colto subito la portata rivoluzionaria di questa scoperta e ho deciso di capirci qualcosa di più e nelle settimane successive ho consultato una serie di fonti e alla fine è uscito questo lavoro».
«Le onde gravitazionali – continua – erano state predette esattamente cento anni prima della scoperta, tantissimi scienziati le cercavano. Solo adesso sono state rivelate e la scoperta è stata premiata con il Nobel per la Fisica lo scorso ottobre». Il libro si può trovare online su libreriauniversitaria.it o lafeltrinelli.it.
Alessandro Macciò, classe 1985, lavora a Padova, ma è nato a Clusone, in Valle Seriana.

















