Turismo o industria? Un bivio in riva al lago d’Iseo, zona cementificio di Tavernola. A metterlo in evidenza, oggi (domenica 29 aprile), i volontari di Legambiente che hanno manifestato con numerose imbarcazioni davanti all’impianto per la sua chiusura.
Al termine della giornata, Legambiente Bergamo ha diffuso un comunicato. «Con il recente acquisto di cinque cementifici in Italia, tra cui quello di Tavernola, il gruppo Heidelberg viene ad avere una posizione dominante sul mercato europeo del cemento – si legge -. Il gruppo tedesco persegue l’obiettivo di usare il CSS (plastica, carta, fibre tessili, ecc.) a Tavernola, con l’avvallo della Provincia di Bergamo, anziché chiudere questo impianto obsoleto, collocato in un’area sensibile ambientalmente e paesaggisticamente».
In particolare, Dario Balotta di Legambiente sottolinea: «La sovracapacità produttiva di cemento in Italia è in netto contrasto con gli obiettivi di sviluppo del turismo che le comunità locali si sono date. Con l’evento della Passerella di Christo, lo Stato ha speso oltre 15 milioni di euro per lanciare il lago d’Iseo sotto il profilo turistico, strada che interpreta al meglio le peculiarità ambientali, storiche, culturali e territoriali».
Secondo Legambiente, ci sono esempi a cui guardare: «Recentemente è stata chiusa la centrale di Porto Tolle che dava lavoro a centinaia di addetti. Si sono ricercate nuove soluzioni condivise con territorio ed enti locali, nella prospettiva di creare valore e salvaguardare l’occupazione. E’ stato raggiunto un accordo per cui il complesso, posto sull’incantevole paesaggio del Polesine, diverrà un villaggio vacanze. Il futuro non deve spaventare gli addetti. L’occupazione verrà salvaguardata, se non sviluppata con gli ammortizzatori sociali».

















