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«Punto nascita, dal Ministero valutazioni non vincolanti»

Anche il Movimento 5 Stelle si schiera a difesa del punto nascita di Piario. Dopo che al Pirellone il gruppo ha appoggiato la mozione del bergamasco Jacopo Scandella, il consigliere regionale Dario Violi ribadisce il no alla chiusura della maternità in alta Val Seriana.

Violi non condivide la posizione dell’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera e della maggioranza di centrodestra, secondo cui sarebbe stato il Ministero della Salute a imporre la chiusura. «La scelta è della Regione – sottolinea il consigliere bergamasco -. Dal Ministero arrivano solo delle valutazioni che non sono vincolanti. Tant’è che la Regione Veneto, ad esempio, ha scelto di tenere aperti i servizi in alcuni propri ospedali nonostante il parere consultivo negativo del Ministero. In Lombardia, invece, la Regione ha scelto di chiudere».

Violi, candidato presidente alla Regione per i Cinquestelle alle ultime elezioni, sostiene che la chiusura del punto nascita di Piario «va a danno di tutto il territorio e del suo futuro. Inutile fare quattro investimenti in infrastrutture, mettere le rotonde, quando si tolgono i servizi. Senza servizi la valle muore».

Ma cosa bisogna fare, secondo il M5S, per mantenere il punto nascita di un piccolo ospedale come quello di Piario? Violi risponde: «A suo tempo c’era stato un ragionamento con l’assessore e la direzione generale per far ruotare il personale in modo da garantire la soglia di sicurezza dei 500 parti all’anno. Questo si può fare. Succede anche in altri territori».

Il consigliere regionale bergamasco, infine, ritiene sia da portare avanti un ragionamento che riguardi un’area più vasta. «Non possiamo avere quattro punti nascita nel giro di 10 km attorno alla città di Bergamo e poi non aver più nulla per altri 40 km. Chi fa programmazione non dovrebbe decidere per numero di voti e numero di abitanti, ma in base ai servizi che devono essere erogati. A volte bisogna avere anche il coraggio di fare scelte strategiche. Se c’è qualcosa da chiudere non è certo a Piario, bensì in mezzo a una valle a pochi km dalla città».

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