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Reati ambientali, operazione della Polizia provinciale in Val di Scalve

Un’importante operazione in materia di tutela ambientale e del patrimonio ittico è stata portata a termine dalla Polizia provinciale di Bergamo in Valle di Scalve, tra i comuni di Colere e Azzone.

Al centro dell’attenzione degli agenti di Via Tasso il torrente Dezzo nei pressi del quale – in località “Saccolino” – è in fase di realizzazione un impianto idroelettrico con derivazione proprio dalle acque del torrente. «Le segnalazioni ricevute – si legge in un comunicato della Provincia di Bergamo – hanno riferito di un’illecita asportazione di materiale dal fiume e di versamento nello stesso del materiale di risulta delle operazioni di sbancamento delle aree dove dovrebbe sorgere la presa che darà alimentazione alla centralina».

«Le segnalazioni – prosegue la nota – sono state riscontrate mediante ripetuti servizi di appostamento e controllo da parte della Polizia provinciale che hanno permesso agli agenti del nucleo ittico/venatorio l’identificazione di cinque soggetti, tutti legati all’impresa esecutrice dei lavori e responsabili – a diverso titolo e in concorso tra loro – dell’asportazione di materiale fluviale e del mancato rispetto delle prescrizioni previste in fase di autorizzazione dell’opera da parte degli Organi competenti».

Nell’ambito dell’operazione sono stati posti sotto sequestro due escavatori, un autocarro e un area di circa 700 metri presso la sede dell’impresa esecutrice dove veniva stoccato il materiale indebitamente asportato dall’alveo del fiume. Gli indagati dovranno rispondere all’Autorità Giudiziaria competente di gravi reati che vanno dal furto aggravato allo smaltimento illecito di rifiuti non pericolosi all’inquinamento ambientale.

«L’attenzione nei confronti dei fiumi e del patrimonio ittico è massima – afferma il commissario capo Pietro Bergamelli – e la Polizia Provinciale vigila quotidianamente affinché le attività autorizzate siano effettuate nel rispetto delle norme, posto che le stesse sono finalizzate alla conservazione della qualità delle acque, dell’ecosistema fluviale e della fauna ittica».

Il responsabile dell’impresa ha dichiarato di aver già presentato ricorso al Tribunale del Riesame. «Siamo sereni – ha detto – perché a nostro avviso stiamo operando nel rispetto delle autorizzazioni che abbiamo avuto. Metteremo a disposizione tutta la documentazione che ci verrà richiesta, consapevoli di aver sempre operato correttamente». L’impresa sottolinea che due giorni prima del controllo c’era stato un sopralluogo di funzionari della Sede territoriale della Regione e «non erano state segnalate irregolarità».

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