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Piste da sci chiuse? Si accende il dibattito

Da anticipazioni di stampa, sembra che il Governo nel prossimo Dpcm sia intenzionato a non consentire l’apertura delle stazioni sciistiche. Ma l’ipotesi ha già innescato un coro di proteste. Anche se c’è chi si dice d’accordo.

«Tenere chiusi gli impianti sciistici vuol dire fare fallire l’economia della montagna. È una scelta scriteriata, incomprensibile da parte di un Governo disorientato – dicono gli assessori regionali Davide Caparini (Bilancio, Finanze e Semplificazione) e Massimo Serori (Montagna, Enti locali e Piccoli Comuni) -. Forse a Roma non hanno ancora capito che gran parte del Paese non vive di stipendio garantito. Mentre a Natale si scierà in Svizzera, in Austria e in Francia secondo il Governo da questa parte delle Alpi dovrà essere tutto chiuso».

I due assessori spiegano che «le Regioni hanno approvato le linee guida per l’utilizzo degli impianti di risalita per gli sciatori amatoriali in massima sicurezza. Protocolli pensati per i diversi scenari. Dato che gli addetti del turismo della montagna devono programmare la stagione pretendiamo che il Governo riveda questa incomprensibile decisione».

Secondo Lara Magoni, assessora regionale al Turismo, Marketing Territoriale e Moda ed ex campionessa di sci, «la scelta del Governo di tenere chiusi gli impianti potrebbe rappresentare la pietra tombale per l’economia di interi territori di una vasta area italiana. Una decisione che, se confermata, non ascolta il grido d’allarme di migliaia di operatori della montagna: per non parlare dell’indotto del turismo, dalle strutture ricettive alla ristorazione e sino a tutte quelle aziende di abbigliamento, attrezzature sportive e accessori che hanno nella stagione bianca il loro mercato di riferimento».

«Il Governo, tra l’altro, non sta tenendo conto della programmazione degli altri Paesi confinanti dell’arco alpino – prosegue Magoni -: a Natale magari si potrà sciare in Svizzera e in Austria, mentre pochi chilometri di qua del confine, in Italia, tutto potrebbe essere mestamente chiuso. Una vera e propria ingiustizia. A maggior ragione dopo che la Conferenza delle Regioni ha approvato questa mattina le linee guida per l’utilizzo degli impianti di risalita in totale sicurezza. Per decisioni di tale portata, che coinvolgono il destino di un intero comparto produttivo, sarebbe fondamentale una condivisione a livello europeo, con strategie comuni, che tengano in considerazione l’emergenza epidemiologica e le esigenze del mondo della montagna», conclude l’assessora regionale.

Ma, a favore della decisione del Governo, si schiera Raffaele Erba, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle. «Regione Lombardia invoca a gran voce la riapertura degli impianti sciistici. Ma in questo momento, con i numeri dei contagi che non si sono ancora stabilizzati, sarebbe un azzardo», sostiene.

«Prima di poter sciare, i lombardi chiedono una sanità che funzioni. Prima di pensare alla riapertura delle piste da sci, Regione Lombardia deve intervenire sui fattori che limitano il contagio. Fattori che presentano ancora moltissime lacune. Senza interventi strutturali su tracciamenti, senza il miglioramento delle cure e senza efficaci misure anti-assembramenti sui trasporti, ci ritroveremmo indifesi e rischieremmo una terza ondata», aggiunge il consigliere M5S.

«Evidentemente la lezione di agosto non è servita a nulla. – prosegue Erba -. Stiamo pagando a caro prezzo la riapertura estiva delle discoteche in Sardegna, gli assembramenti a cui abbiamo assistito sono ancora sotto gli occhi di tutti». Il consigliere regionale aggiunge: «Non c’è dubbio che le imprese che gestiscono gli impianti sciistici debbano ricevere dei sostegni economici per contenere i danni derivanti dai mancati introiti di questa stagione invernale».

8 COMMENTI

  1. Come al solito, chi legifera, non sa su cosa lo sta facendo, lo abbiamo ampiamente visto in questi mesi.
    Sono uno sciatore e sono una Partira Iva, non sto lavorando.
    Capisco bene la difficile situazione sanitaria, però comprendo a fondo anche i problemi di chi sta perdendo soldi e vita in questo grande caos.
    Perché non mettiamo in cassa integrazione anche un bel po di quella Amministrazione Pubblica che non sta né lavorando ne producendo ??
    Comunque vada, per noi sarà un disastro.
    Grazie, Saluti

  2. Per migliorare le cure anticovid cosa intende? Le cure per questa malattia non le stabilisce la Regione, ma il medico che segue il paziente…

  3. Lara Lara Lara Lara daiiii… 🤫 neanche un Monopoly in sicurezza si é stati capaci di far vendere. Ma daiiii 😪 azz non avete proprio capito nulla! 🤔😔

  4. sono vicino ai tutti i miei ex colleghi Maestri di Sci e Istruttori Nazionali di Sci Alpino…..vi capisco pienamente e questo è solo l’inizio……..
    NO COMMENT per cosa certe persone con una lunga lista di 10 e lode stanno facendo……casse integrazioni rivolte a qualcuno che NON arrivano
    statali che faranno pure sciopero se non erro e liberi professionisti alla fame!
    VERGOGNA!!

    • Orpo finalmente uno a cui porre un quesito che mi “assila” da anni; ma i maestri di sci quando non insegnano a sciare, nei mesi estivi cosa fanno❓
      Un grazie anticipato a tutti coloro che mi forniranno una risposta.

      • sino a 10 anni fa avevo una scuola di sci estiva in Francia e tra corsi e altro (fiere del turismo etc) ci si stava bene……ma oggi il Maestro di Sci è un secondo lavoro (del sabato e domenica) oppure sei allenatore che con il club ci puoi stare tra sci estivo, atletica etc ma visto i tempi…….un grossissimo aiuto pure per i club!! chiudendo ulteriormente in casa i ragazzi/bambini!!
        non dimentichiamo che le stazioni sciistiche vivono di 4 mesi l’anno
        non abbiamo strutture organizzate pure per l’estivo con altre attività ricettive/ricreative ce possano fare una media con tutte e 4 le stagioni
        e quando salta il Natale hai perso una % alta di incasso…..calcola che i 10 giorni Natalizi del Maestro di Sci sono (scusa devono) essere uguali a 80 ore!
        le prime due settimane di gennaio hai pressoché una mini pausa pure nel fine settimana poi per le buone stazioni sciistiche partono le settimane bianche, corsi pomeridiani di club amatoriali che se riesci a fare una media di 6 ore giornaliere, hai fatto bingo!!
        e aggiungi poi a questo tutto quanto sta attorno a una stazione sciistica….alberghi, noleggi……etc…..un casino credimi per persone/famiglie che vivono in montagna con un potenziale guadagno rapportato al turismo!! UN CASINO!!

        • Grazie Eraldo, ma io purtroppo non ho mai ben capito di cosa vivessero coloro che orbitano intorno allo sci (maestri e coloro che sono addetti agli impianti ecc) nei mesi estivi. E tuttora non ne so molto di più. Mahh

  5. Magari mi sbaglio, ma anche ora mi sembra che ognuno guardi al suo orticello, giustamente, chi ha attività in proprio, chi vuole il monopoly, chi vuole sciare, e via discorrendo. Forse manca una visione più ampia del problema, in estate abbiamo tutti pensato che fosse tutto passato, ci siamo ritrovati nuovamente a dover chiudere tutto.,forse aiuta anche la confusione creata da scienziati e politici, ma penso che manchi spirito di sacrificio e di comunità.

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