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Altri 100 milioni per aiutare il turismo di montagna

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, venerdì 16 aprile, ha approvato la proposta di riparto dei 700 milioni di euro messi a disposizione dal Decreto Sostegni al Turismo di Montagna, più ulteriori 100 milioni di euro. I ministri al Turismo, Massimo Garavaglia, e agli Affari Regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini, hanno condiviso e fatto propria la proposta delle Regioni impegnando il governo nella sua applicazione.

I fondi servono ad aiutare un settore duramente colpito a causa delle chiusure imposte dalla pandemia. Nel dettaglio, 430 milioni di euro saranno destinati per gli indennizzi degli impianti di risalita, applicando il metodo già utilizzato in Francia che si basa sul calo del fatturato tra le stagioni invernali 2019/2020. Le risorse saranno destinate direttamente dallo Stato alle singole società di impianti. Nel comparto neve, infatti, queste attività sono strategiche per l’indotto che generano.

È pari a 40 milioni la dotazione prevista per gli indennizzi dei maestri di sci e queste risorse saranno ripartite tra le Regioni in base al numero degli iscritti negli albi professionali. Saranno quindi le Regioni a determinarne l’attribuzione ai singoli maestri e alle scuole di sci.

Infine è stato definito il riparto dei 230 milioni di indennizzi destinati a tutte le partite Iva della filiera. La quota spettante alle singole Regioni per l’indennizzo di ristoranti, rifugi, noleggiatori, fornitori e di tutte le attività correlate, sarà ripartita sulla base delle presenze turistiche e quindi le singole regioni determineranno tempi e modi di indennizzi.

Per quest’ultima dotazione la Conferenza delle Regioni ha approvato la richiesta avanzata dalle Regioni di incrementare il Fondo con ulteriori 100 milioni euro, arrivando ad un importo complessivo di 800 milioni di euro.

«È la prima volta – spiegano gli esponenti delle Regioni Alpine – che il governo stabilisce un intervento mirato a turismo della montagna, uno dei settori più colpito dalla pandemia, e lo fa con l’articolo 2 del Decreto Sostegni, mettendo in campo 800 milioni di euro. Sempre pensando alla stagione invernale della montagna, a tali indennizzi si possono aggiungere gli indennizzi previsti per i lavoratori stagionali, quelli previsti dall’articolo 1 del Decreto Sostegni per le attività che hanno avuto un calo di oltre il 30% del fatturato tra il 2019 e 2020».

Arrivati a questo punto «l’invito che avanziamo al Governo così come l’impegno delle Regioni, è quello di comprimere il più possibile i tempi per far sì che l’attività indennizzata percepisca le risorse nel più breve tempo possibile», sottolineano l’assessore regionale lombardo alla Montagna Massimo Sertori e il sottosegretario con delega allo Sport Antonio Rossi.

«Un primo importante passo per sostenere gli operatori turistici della montagna, che stanno vivendo un drammatico momento di difficoltà è invece il commento dell’assessora al Turismo della Regione Lombardia, la bergamasca Lara Magoni -. Mi auguro che vi siano nel breve futuro ulteriori misure e risorse per dare nuova linfa ad un settore nevralgico per l’economia del nostro Paese. Ci siamo battuti in Commissione turismo della Conferenza delle Regioni affinché le istanze fossero accettate. Prendiamo atto con soddisfazione dell’accoglimento dei ministri Garavaglia e Gelmini, che hanno stanziato ulteriori 100 milioni per gli operatori turistici, oltre ai già previsti 430 milioni per gli esercenti funiviari, ai 230 milioni per gli esercenti e ai 40 milioni per i maestri di sci. La Lombardia ha fatto la sua importante parte e queste ulteriori risorse saranno destinate a tutti gli operatori turistici che con sacrificio e tenacia rendono ancora più attrattivi e ospitali i nostri territori. Resta prioritario, però, per il Governo, la definizione e la pianificazione di tempi certi per la riapertura in modo da tracciare una strada certa per la ripartenza di un settore che in Italia vale il 13% del Pil».

 

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