Chiusura in vista per le filiali di Banca Intesa a Gromo e Valbondione. A sollevare il caso è il deputato della Lega Daniele Belotti che in una lettera al direttore banca dei territori di Intesa, Tito Nocentini, chiede di rivedere la decisione.
Belotti anzitutto sottolinea che «la riorganizzazione territoriale del sistema bancario sta portando a un pesante ridimensionamento del numero delle filiali. In bergamasca questo fenomeno è accentuato dalla fusione di Ubi con Intesa e prima ancora da quella che aveva visto il Credito Bergamasco accorpato con il Banco Popolare. Molti comuni sono quindi rimasti privi di sportelli bancari con pesanti disagi soprattutto tra la clientela più anziana poco incline all’uso dell’home banking. Disagio che aumenta ancor di più nelle realtà di montagna dove la mobilità è più difficile e i trasporti pubblici più carenti».

Il deputato della Lega passa poi a prendere in considerazione «la chiusura, prevista ad ottobre, delle filiali di Banca Intesa di Valbondione e Gromo». Belotti scrive: «Su sollecito di diversi residenti, commercianti e villeggianti, riprendendo le istanze avanzate anche a livello istituzionale, in particolare a Valbondione dal consigliere comunale Walter Semperboni, sono ad invitare la vostra direzione a rivedere la decisione di chiudere entrambe le filiali considerato che, ad esempio, la clientela di Lizzola e Valbondione sarebbe costretta a scendere fino ad Ardesio per trovare uno sportello bancario aperto. Tra andata e ritorno sono 42 km di strada e oltre un’ora di auto, quando ovviamente non nevica. In pratica, per un versamento o una consulenza se ne va quasi mezza giornata di lavoro».
«In alternativa – prosegue il deputato leghista – si chiede che vengano lasciati operativi almeno gli sportelli bancomat, al fine di avere un servizio operativo h24. Sarebbe un segnale di attenzione verso la realtà montana che ha dato tanto, negli anni, al sistema bancario bergamasco e che oggi, invece, si trova ad essere il territorio più penalizzato dalle riorganizzazioni dei grandi gruppi bancari. Si tenga presente, inoltre, che la mancanza di sportelli bancomat nelle località montane crea pesanti disagi anche ai villeggianti, molti dei quali anziani e quindi non sempre utilizzatori delle carte di credito, penalizzando così tutto il sistema turistico».

















