Verrà riaperta tra 20 anni, nel 2041. Dentro ci saranno le testimonianze dei giorni duri e tristi del 2020, quando il Covid si è abbattuto come una tempesta sulle nostre vite. L’Amministrazione comunale di Gromo ha deciso di affidare a una capsula del tempo i ricordi dei mesi più difficili della pandemia. Un messaggio lasciato al futuro, per non dimenticare e per aiutare a capire chi ancora non c’era.
«Quello che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo sarà un domani il nostro passato, farà parte delle nostre radici, sarà quello che ci dirà da dove veniamo e ci darà tante risposte su chi siamo e come siamo. Senza il ricordo e la storia del nostro passato, non saremmo e non saremo noi», ha detto la sindaca di Gromo Sara Riva prima che la capsula venisse interrata vicino alla sede degli alpini.
«Abbiamo chiesto ai nostri cittadini di inserire, in questo contenitore, oggetti che testimoniano quello che è stato e che è – ha aggiunto la prima cittadina -. Ricordi, ricordi di chi non c’è più, ricordi dei presidi medici che usiamo, libri, lettere, ritagli di giornali, disegni di speranza. Tutto questo sarà riportato alla luce fra vent’anni anni, ci diamo appuntamento qui l’8 settembre 2041, a riconfermare la nostra presenza, a spiegare il valore di questi oggetti alle nuove generazioni e il significato di tutto ciò, a ricordare: perché ricordare è un nostro preciso dovere etico e morale», ha concluso Sara Riva.
Sono stati alcuni ragazzi del paese a posare il contenitore nella terra. Saranno forse ancora loro a riportarlo alla luce tra vent’anni. E magari a raccontare ad altri ragazzi come vissero il 2020 e cosa provarono nel mezzo della tempesta.
Nella stessa mattinata è stato anche presentato il libro-diario scritto dall’ex parroco don Virgilio Fenaroli durante il lockdown. Nel video, l’intervista al sacerdote:



















