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Scandella chiede più investimenti e personale per gli ospedali di Lovere e Piario

Jacopo Scandella in Consiglio regionale

La riapertura del punto nascita di Piario, la riqualificazione dell’ospedale di Lovere e la questione del numero di case di comunità previste nelle valli bergamasche. Questi i temi centrali del secondo intervento del consigliere regionale bergamasco del Partito democratico Jacopo Scandella, durante la prosecuzione dei lavori sulla revisione della legge sanitaria lombarda, giunti alla decima giornata.

«Con la delibera del giugno 2018 sulla riorganizzazione dei punti nascita – spiega Scandella – la Regione Lombardia scelse di chiudere il punto nascita di Piario, garantendo invece gli standard di personale necessari a quello di Alzano, che aveva un numero di parti comunque inferiore al minimo indispensabile e che però non poteva essere oggetto di deroga, in quanto vicino alla città e ad altri punti nascita, e la cui attività è stata infatti sospesa. Una serie di scelte territorialmente insensate che hanno privato la Valle Seriana di entrambi i punti nascita».

«Una scelta però alla quale si può ancora porre rimedio – sottolinea Scandella – tornando a garantire gli standard necessari a Piario, come avviene in altri punti nascita periferici della Lombardia, del Veneto e delle altre regioni italiane. Si tratta di un presidio che serve un territorio ampio, montano, sul quale è necessario investire in termini di servizi, perché più persone giovani decidano di rimanerci a vivere e quanti più turisti possano venirci a visitarlo».

«Ma ancor più grave è che, a compensazione di quella chiusura, la Giunta approvò nell’ottobre 2018 un piano di implementazione della struttura ospedaliera di Piario, con riguardo alle prestazioni ambulatoriali, all’aggiunta di personale, agli investimenti nelle strumentazioni, come la nuova risonanza magnetica – ricorda Scandella – . A distanza di tre anni, questo piano è rimasto largamente inattuato e con un ordine del giorno chiediamo che quegli impegni vengano rispettati inderogabilmente entro la fine dell’anno».

«C’è un’altra struttura che merita un’attenzione specifica – prosegue Scandella, illustrando l’altro documento – ed è l’Ospedale di Lovere, che ha necessità di essere ristrutturato, ma per cui il programma regionale straordinario degli investimenti nell’edilizia sanitaria dello scorso luglio, attingendo anche ad una prima parte di fondi Pnrr, non ha previsto neanche un euro. È per questo che torniamo a chiedere alla Regione, con un ordine del giorno specifico, di prevedere finalmente le risorse necessarie per una riattivazione piena dei servizi, garantendone la continuità operativa, anche sul piano della dotazione di personale medico ed infermieristico».

Scandella poi, soffermandosi sulle valli bergamasche, ha ricordato che nell’individuazione delle case di comunità, la Giunta di Regione Lombardia sta utilizzando parametri urbani – una casa ogni 30 o 40 mila abitanti come nell’Alto Sebino o in Alta Valle Seriana – venendo meno alle indicazioni di Agenas che per quei territori ne prevedono una ogni 10/15 mila abitanti.

«Per l’ennesima volta alle parole non seguono i fatti – conclude il consigliere dem – investimenti e personale vengono prioritariamente dirottati altrove e i territori montani ne pagano le conseguenze».