«Oggi ha vinto la Lega». Parola di Fabrizio Sala, 55 anni, sindaco di Telgate, eletto segretario provinciale della Lega. Come lui la pensano tutti. Anche Mauro Brambilla, primo cittadino di Fontanella, sconfitto per soli otto voti.
«Non si era mai visto un testa a testa così» è il commento di molti soci ordinari militanti del Carroccio che domenica 20 novembre si sono ritrovati alla Fiera di Treviglio per il congresso provinciale del partito. È il primo in tutto il Paese dopo le deludenti elezioni politiche dello scorso 25 settembre ed è il primo a Bergamo da quando la Lega ha tolto la parola “Nord” dal proprio nome. Non è un caso che il percorso di rinnovamento del partito guidato da Salvini inizi a Bergamo, la provincia storicamente più leghista d’Italia.
Le votazioni
I due punti all’ordine del giorno del congresso provinciale sono l’elezione del segretario e del direttivo. Le operazioni di voto iniziano subito dopo la fine del discorso del Ministro delle Infrastrutture, nonché segretario federale della Lega: Matteo Salvini.
Gli aventi diritto sono 1200, ovvero tutti i militanti leghisti della bergamasca. Due schede ciascuno: una verde dove scrivere o Sala o Brambilla, gli unici due candidati alla segreteria provinciale, e l’altra azzurra per scegliere i membri del direttivo. Tra i 24 candidati ogni militante può votarne soltanto uno.
Tra la fila che porta all’urna, le sedie ordinate davanti al palco e i tavoli di legno del bar all’esterno dove si griglia dalla mattina e si servono caffè, birre e vino, i leghisti si confrontano tra loro. Qualcuno azzarda pronostici, altri parlottano nervosamente che con «l’occhio lungo ho visto dei franchi tiratori: sono circa dieci», ma la maggior parte ride, scherza, si saluta (solitamente in dialetto), si abbraccia e fa la conta di quanti congressi provinciali ha già vissuto.
Il clima è festoso, ma tutti, ormai a stomaco pieno, aspettano di sapere chi sarà il loro nuovo segretario. La speranza condivisa dalla maggior parte dei militanti della Lega è che il nuovo gruppo dirigente «non crei ancora una sfera di cristallo».
I risultati
Alla chiusura delle urne i votanti sono stati 684, poco meno del 60%. Fabrizio Sala (secondo da destra nella foto in alto) conquista 342 voti. Il suo sfidante, Mauro Brambilla, si ferma a 334. Le schede bianche sono 6 e due soltanto le nulle.
Ad affiancare Sala nella guida della Lega bergamasca c’è il direttivo. Essendo Bergamo una provincia con più di mille soci ordinari, questo consiglio è formato da 14 persone. Tra loro sono stati eletti anche tre candidati provenienti dalla Val Seriana e Val Cavallina. Il primo è Massimo Scandella, 23 anni, consigliere comunale di Rovetta: è il più votato, con 49 preferenze, ex equo a Francesco Giussani, della sezione di Treviglio. Gli altri due seriani sono Alberto Ongaro, quasi 37 anni, assessore del comune di Gazzaniga e il cinquantunenne Marco Zoppetti di Endine Gaiano.
Nel direttivo sono state elette solo due donne: Daisy Marcolongo della sezione di Brembate Sopra e Laura Chiari (Castelli Calepio). A completare l’organismo altri otto uomini: Michele Sarchielli (Almenno San Salvatore), Omar Bassani (Martinengo), Francesco Bramani (Dalmine), Mirko Brignoli (Bergamo), Marco Picenni (Cologno al Serio), Roberto Serra (Osio), Enrico Sonzogni (Valserina e altopiano) e Cristian Vezzoli (Seriate).
I commenti
Le prime parole del neo-segretario provinciale Sala sono rivolte al suo sfidante: «Complimenti a Mauro Brambilla. Io ho vinto per pochi voti. Questa è la dimostrazione che quando i sindaci fanno le cose, le fanno sempre bene». Dopo i canonici e giustificabili ringraziamenti rivendica con orgoglio che questo congresso «è stata una dimostrazione di maturità da parte di Bergamo. C’è stata una grande partecipazione e abbiamo dimostrato che la Lega è una». Poi indica la strada dell’immediato futuro: «Dobbiamo preparaci alle regionali che sono dietro l’angolo. Per una maggiore trasparenza e partecipazione dei nostri militanti i candidati li sceglieremo con le primarie. Questo sarà il primo punto all’ordine del giorno del nuovo direttivo».
Su questo punto lo sconfitto Brambilla ammette di «avere una visione diversa, ma questa è la sua strada. Io come militante lo supporterò e lo sosterrò. Siamo amici e da anni collaboriamo come sindaci. L’importante è che la Lega torni a dimostrare concretezza e a far capire ai bergamaschi la differenza che c’è con gli altri partiti».
Perplessità sulle primarie trapelano anche dalle parole di Zoppetti, il quale confessa che «non so ancora se sono favorevole o contrario, sarà sicuramente argomento di discussione nella prima riunione del direttivo». Dopo aver ringraziato ed espresso la sua soddisfazione ricorda che l’importante per la Lega è «continuare a lavorare per i territori».
Invece, decisamente bendisposto verso le primarie è Ongaro perché, secondo lui è uno strumento che «serve tantissimo. Se il militante è coinvolto e non gli si calano dall’alto le candidature non si creano malumori ed è molto più disponibile a lavorare e sacrificarsi per il partito. Questo sarà il mio terzo mandato consecutivo nel direttivo. Ricevere ben 35 voti è un’importante cartina di tornasole del buon lavoro svolto finora.»
Ma il più contento di tutti è il giovane Scandella che, emozionato e felice, esclama: «Questo è un ottimo risultato! E lo è anche per la Val Seriana che nel nuovo direttivo sarà molto rappresentata».
Tra sorrisi, congratulazioni e auguri anche gli ultimi reduci di questa maratona congressuale lasciano la fiera di Treviglio. Però, mentre il sole tramonta, resta un ultimo dubbio che solo il tempo riuscirà a chiarire: chissà se questa “perestrojka” leghista resterà soltanto una bella idea di Sala per raccogliere il malcontento dei militanti bergamaschi o avrà una effettiva applicazione.
Nota a margine
Matteo Salvini sale sul palco mentre il campanile di Treviglio suona il mezzogiorno. Dopo circa venti minuti di comizio a braccio, durante il quale raggiunge i decibel più alti degli applausi quando pronostica che «Bossi si riprenderà sicuramente, è un leone» o quando attacca il Reddito di cittadinanza (ma lui non era mica Ministro dell’Interno nell’esecutivo che lo approvò?) o quando garantisce che l’autonomia si farà perché «ha fatto più Calderoli in un mese che molta altra gente in anni di governo», dalla platea gremita si alza un uomo e urla: «Basta discorsi. Basta parole, ma qui quando si vota?»
Il segretario uscente Cristian Invernizzi lascia immediatamente il palco e va a chiarirsi con il contestatore. Il Ministro delle Infrastrutture, dopo un attimo di blocco, utilizza la sfuriata per ribadire quanto è impegnativo fare parte della Lega, per ogni militante e per la propria famiglia. Ma poi garantisce che grazie a quegli sforzi lui oggi è il segretario nazionale e al pubblico giura che quello è stato «il regalo più bello che voi e il buon Dio potevate farmi».


















