È festa oggi ad Ardesio. Quasi come fosse Capodanno. Anzi, forse la Scasada del Zenerù è il vero capodanno di Ardesio. Un’occasione per svoltare, buttare via il vecchio e accogliere il nuovo. Il rito di cacciata dell’inverno è proprio questo: dire addio alla brutta stagione e prepararsi ad abbracciare la primavera, ma anche lasciare andare i momenti brutti e i cattivi pensieri nella speranza di giorni migliori. Il chiassoso corteo serale e il rogo del fantoccio sono il culmine di ogni 31 gennaio, ma a preparare la Scasada si comincia già dal mattino.
Anche oggi il carro che questa sera finirà tra le fiamme è stato portato intorno alle 10 nella piazza del municipio. A dire il vero, i carri sono due, perché quest’anno torna il Zenerù baby, dedicato ai più piccoli. Prima di arrivare in centro, però, il gruppo degli “Amici del Zenerù” ha voluto mostrare i carri al custode della tradizione, l’eremita Flaminio Beretta, che ogni anno inventa il tema e la poesia a cui i costruttori si ispirano per rappresentare il tentativo di fuga del Gennaione. L’incontro è avvenuto nella zona della chiesa di Zaffalino, non troppo distante dalla casa di Flaminio. Da lì, i carri si sono poi mossi verso piazza monte Grappa e già si è sentito il suono dei primi campanacci.
«Il tema di quest’anno è il sessantesimo anniversario della posa della croce del Monte Secco. Flaminio ha pensato di rappresentare il Zenerù che smonta la croce. Attorno abbiamo poi messo degli animali della montagna come un camoscio, una capra, il lupo», spiega Angelo Bratelli, uno dei costruttori del carro. Come sempre, c’è molta attenzione ai dettagli e non manca il testo della poesia scritta da Flaminio Beretta, stampata anche sulla cartolina celebrativa dell’evento.
Ad accogliere i carri c’era come sempre molta gente. Anche alcuni ospiti della casa di riposo “Infermeria Filisetti”, oltre a bambini e ragazzi delle scuole. Presenti pure i componenti del gruppo ospite, da Alfedena, in provincia dell’Aquila. Sono i continuatori di un antico rito legato al culto della dea Pomona, un culto sannitico tramandato da più di duemila anni. In sala consiliare c’è stato anche un momento di saluto e scambio di doni, presenti i due sindaci: Yvan Caccia per Ardesio e Luigi Milano per Alfedena.
Il carro con il fantoccio è stato infine accompagnato al Ponte Rino (largo Alessandro Volta), dove questa sera alle 20 partirà il corteo animato dal suono dei campanacci, della latte, delle raganelle e di tutto quanto fa rumore per spedire il Zenerù al rogo sul piazzale della biblioteca. Domenica 2 febbraio, invece il Zenerù Baby per i bambini: ritrovo alle 15 in piazzale Ponte Rino, a seguire il corteo e alle 17 (circa) il falò al parcheggio dell’ex tennis (via Locatelli) e per finire merenda per tutti.


















