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Clusone, un convegno per fare chiarezza sulla fauna selvatica

Un incontro informativo per discutere della gestione della fauna selvatica e delle problematiche che comporta. È questo l’obiettivo della serata organizzata a Clusone da un gruppo di volontari che vive e lavora in montagna, con l’intento di affrontare il tema senza pregiudizi e al di là delle ideologie. L’evento si terrà venerdì 21 marzo alle 20.30 all’Auditorium di Via Roma, 9, a Clusone.

«L’idea del convegno – spiega Daniele Negroni, veterinario, tra gli organizzatori – nasce dalla necessità di fare chiarezza su un tema spesso caratterizzato da notizie fuorvianti. Abbiamo voluto richiamare la favola di Cappuccetto Rosso: così come il lupo inganna prima la nonna e poi Cappuccetto, oggi circolano molte falsità sulla fauna selvatica. Con il contributo di esperti vogliamo affrontare in modo realistico e veritiero le problematiche che la fauna selvatica comporta».

L’evento, pensato come un momento di informazione e confronto, non ha l’obiettivo di schierarsi a favore o contro la presenza del lupo e di altre specie selvatiche, ma di offrire una visione ampia e documentata: «Non vogliamo dire “sì” o “no” alla fauna selvatica, vogliamo raccontare la realtà dei fatti e discutere di come certe problematiche possano essere affrontate», afferma Negroni.

A intervenire nel corso della serata saranno figure con diverse competenze, per offrire un’analisi multidisciplinare del tema. «Abbiamo coinvolto una geologa, la dottoressa Mariantonia Ferracin, un architetto, il dottor Norberto Perolari, un medico, il dottor Luciano Berti, oltre al sottoscritto, che mi occupo di veterinaria – illustra Negroni-. Sarà presente anche la professoressa Silvana Mattiello dell’Università di Milano, del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali. La serata si concluderà con l’intervento di un cinofilo che, per passione, si occupa anche di allevamento e parlerà del ruolo dei cani da guardiania, della gestione degli animali e delle reti di protezione». Negroni sottolinea che, spesso, le misure consigliate da alcuni esperti non sempre risultano efficaci nella realtà: «Discuteremo anche di questo aspetto, analizzando le soluzioni che vengono proposte e valutandone l’effettiva applicabilità».

Il tema della fauna selvatica è sempre più attuale e le cronache locali lo dimostrano: l’ultimo episodio di predazione da parte di un lupo è avvenuto a Parre. Il convegno, tuttavia, non si focalizzerà esclusivamente sulla questione del lupo: «Il nostro obiettivo non è concentrarci solo sul lupo, ma trattare la questione in modo più ampio. Oggi si parla molto di predazioni, ma il problema è ben più complesso: la fauna selvatica ha un impatto significativo sulla sicurezza stradale, provoca danni alle colture e può essere veicolo di malattie infettive», spiega Negroni. Queste problematiche si inseriscono in un quadro più ampio legato allo spopolamento della montagna e alla gestione del territorio: «L’attuale modalità di gestione della fauna selvatica rappresenta una criticità. Il convegno vuole far emergere il quadro completo della situazione e fornire spunti su possibili strategie di gestione».

L’evento intende superare il dibattito ideologico e offrire un quadro chiaro della situazione. «Siamo un gruppo di volontari che ama la montagna, la vive e la conosce. Vogliamo promuovere una convivenza tra uomo e animale che sia ragionata. Oggi, per come la vediamo noi, ci sono molte criticità che non vengono gestite nel modo corretto e il problema è particolarmente sentito dagli allevatori, che si trovano in difficoltà per i danni subiti – conclude Negroni- . Gli agricoltori sono i veri manutentori del territorio, se un giorno dovessero scomparire, la nostra montagna sarebbe più brutta di quanto sia oggi».

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