L’amministrazione comunale di Aviatico dopo lo smontaggio della cabinovia che da Aviatico conduce al Poieto ferma da più di un anno, ha diramato un comunicato in cui torna sulla vicenda che da tempo la vede opposta all’ex sindaco Stefano Dentella, ora proprietario unico dell’impianto, mentre fino alla fine dello scorso anno il Comune deteneva il 44% delle quote.
“Il Comune di Aviatico, già proprietario al 100%, dal 2016 è stato azionista di minoranza (44%) ed ha perso il controllo della società Monte Poièto Srl. Dal dicembre 2024 a seguito di aumento di capitale necessario per evitarne il fallimento il socio di maggioranza Sviluppo Monte Poièto srl ha conferito nella società partecipata beni immobili (camere) gravati da ulteriore mutuo (216.000 €.) ottenendo la proprietà del tutto.
Il Comune non ha conferito capitale perché vige il divieto di soccorso finanziario a società partecipate in perdita (art 14, comma 5, D.Lgs. n. 175/2016) e Monte Poièto Srl per soli due anni su dieci ha avuto utile di gestione. La fuoruscita del Comune è stata anche fortemente voluta dal socio Anselmo Stefano Dentella che in una lettera del 1 gennaio 2025 scriveva: “cogliamo l’occasione per evidenziare che la nostra società a fronte dell’eventuale partecipazione del Comune di Aviatico alla ricostituzione del capitale sociale, provvederà a conferire incarico ai propri legali per contestare il diritto del Comune di Aviatico a partecipare a tale ricostituzione, non ritenendo il Comune di Aviatico titolare della qualifica di socio per le ragioni note”. Nella medesima lettera l’amministratore si dichiarava dotato di provvista di liquidità in eccesso per tutte le future scadenze dei mutui della cabinovia e del rifugio. Purtroppo il giorno 31 luglio 2024 Banca Intesa ci ha avvisato che le rate dei mutui a scadenza 30 giugno 2025 non erano state saldate. Il Comune è ancora suo malgrado garante di 294.000 euro verso Banca Intesa”.
“Dopo essere diventato l’unico proprietario della società Monte Poièto Srl, il Sig. Anselmo Stefano Dentella il giorno 18 giugno 2025 scrive al Comune proponendogli di versare d’urgenza 800.000 euro più IVA e più imposte, per l’acquisto della cabinovia -prosegue il comunicato a cura dell’amministrazione comunale-. Chiede di affidare la gestione, per 15 anni, con canone annuo di 30.000 euro alla sua società Monte Torcola Srl. La richiesta è bizzarra. In dottrina economica chi fa impresa deve rischiare capitali propri. In caso contrario il Comune diverrebbe imprenditore e l’imprenditore coinvolto vivrebbe di rendita senza rischi. Con grande nostra sorpresa, dopo una lettera inviata il 16 aprile 2025 su una presunta vendita della nostra “modernissima” bidonvia a Carona poi smentita dal sindaco Aldo Ruffini a mezzo stampa e ulteriore lettera di presunta vendita in Alto Adige, con comunicazione del 7 agosto il signor Dentella in qualità di proprietario dei beni si dichiara disposto a trattare col Comune senza richieste economiche. In caso contrario il giorno 1 settembre 2025 la vendita sarà irrevocabile. Ne prendiamo atto. Il Comune di Aviatico propone pertanto al sig. Dentella di convocare un’assemblea pubblica invitando i due consigli comunali dell’altopiano, i condomini del rifugio, i funzionari di Intesa San Paolo e tutti i residenti e proprietari di seconde case. Per la partecipazione alla stessa di rappresentanti regionali e istituzionali, non c’è problema, perché i rapporti sono buoni con tutti. Sarebbe assurdo e irrispettoso chiedere al Comune di eleborare progettualità su beni ora completamente privati. Il Comune è sempre disponibile ad un dialogo aperto. Sarebbe utile per eventuali investitori rendere pubblica dichiarazione di Banca Intesa circa il saldo delle rate di mutuo, leggere il piano di rilancio economico finanziario asseverato da un istituto di credito, conoscere i nuovi soci qualora ci siano. Lo abbiamo chiesto per sette anni ma siamo stati definiti “asini raglianti”.
“Il Comune -conclude il comunicato- vuole in breve sapere come la società Monte Poièto srl ripagherà i mutui. In aggiunta stima che serva un altro investimento, minimo da un milione di euro, per il rilancio e la sistemazione degli impianti e degli edifici oggi in pieno degrado. La società Monte Poièto srl è libera di non rispondere ma non si aspetti nulla in cambio. Il valore naturalistico ed affettivo del Monte Poièto è massimo per tutti noi, ma non è merce di scambio. Atteniamo che il proprietario di Monte Poièto srl elabori un progetto organico di rilancio. Ascolteremo con attenzione e vedremo di farci un’idea insieme ai cittadini. Anche per noi infatti la situazione è oscura. Siamo stati contattati (quando eravamo soci) dal gruppo californiano EKN e con il Comune di Selvino abbiamo provato a fare sistema ma l’esito purtroppo non è stato favorevole sia per il Monte Poièto che per il progetto Skidome. La società EKN ha rilasciato dichiarazioni in merito ritenendo la società Monte Poièto inaffidabile. Oggi la fortuna ha girato le spalle. A molti. E purtroppo resta solo il grido disperato e rassegnato del silenzio”.

















