Non si è fatta attendere la risposta del sindaco di Valbondione, Walter Semperboni, al gruppo Terre Alt(R)e in merito al comprensorio Colere – Lizzola. Sui social Semperboni, da sempre convinto sostenitore del collegamento fra le due stazioni sciistiche, ha ribadito come a suo parere il progetto rappresenti un’occasione di rilancio per il territorio montano.
Terre Alt(R)e (qui l’articolo) ha contestato soprattutto l’uso di fondi pubblici «che con questo progetto finiscono, per mera volontà politica, nelle tasche di privati», criticando la scelta di investire in impianti di risalita «di fronte a un innegabile cambiamento climatico» e a servizi locali carenti. Il gruppo propone di destinare le risorse a imprese locali, artigiani e infrastrutture utili a vivere e lavorare in montagna: «Lo spopolamento si combatterà quando si potenzieranno i servizi. Non con le seggiovie, non con lo sci».
Il sindaco di Valbondione, al contrario, vede nel collegamento una risposta a «una delle sfide più drammatiche del nostro tempo», ovvero la chiusura di attività, lo svuotamento dei paesi e la perdita di servizi essenziali. «Non si tratta solo di piste da sci – afferma – ma di creare opportunità di lavoro, incentivare un turismo sostenibile e mantenere vive le comunità locali, offrendo ai giovani la possibilità di costruire un futuro senza essere costretti ad abbandonare la propria terra».
Semperboni evidenzia che il progetto di comprensorio «è frutto di anni di lavoro, di studio e di confronto con enti tecnici e cittadini. Non è un progetto calato dall’alto, ma condiviso con le comunità e pensato per valorizzare le risorse naturali con rispetto e visione».
Infine, secondo il sindaco di Valbondione, «la tutela ambientale non può divenire un alibi per l’immobilismo, né un pretesto ideologico che ignora i bisogni reali delle persone. Lizzola e Colere sono due realtà simbolo della resilienza montana e con questo progetto vogliamo dare loro un futuro. E lo faremo con equilibrio attenzione e rispetto del nostro patrimonio naturale, ma soprattutto con il coraggio di chi ha scelto di restare».

















