Con un’affluenza che ha superato ogni aspettativa, si è tenuto con successo sabato 13 settembre, presso l’Aula sociale e digitale di via Cardinal Gusmini, il primo incontro del ciclo “Binari per la Montagna”. L’evento, promosso dall’associazione Montagna bergamasca viva Aps e intitolato “Binari sul Serio – Gli anni delle locomotive della Ferrovia della Valle Seriana”, ha riacceso i riflettori su un tema di grande attualità: il ruolo del trasporto su ferro per le comunità locali.
La serata, introdotta da Giovanni Valietti, ha visto protagonista Franco Capelli, appassionato e profondo conoscitore del materiale rotabile e dei documenti d’archivio delle vecchie linee ferroviarie provinciali. Il suo intervento ha offerto ai presenti un’affascinante rilettura storica delle vicende che, nella seconda metà dell’Ottocento, portarono alla progettazione e realizzazione della ferrovia della Valle Seriana e del servizio di trasporto di persone e merci che per decenni ha rappresentato un motore di sviluppo per il territorio.
Il ciclo di incontri proseguirà presto con un secondo appuntamento, “Binari sul Brembo – Gli anni delle locomotive della Ferrovia della Valle Brembana”, che si svolgerà in un comune della Val Brembana ancora da individuare, toccato dal tracciato dismesso. L’obiettivo sarà mettere in luce analogie e differenze tra le due linee e le ragioni che, nei primi anni ’60 del secolo scorso, portarono alla loro dismissione a causa dell’insostenibile concorrenza del trasporto su gomma.
Gli incontri successivi si concentreranno sulle mutate condizioni tecnologiche e socio-economiche che, nel tempo, hanno consentito di riattivare parti dei vecchi sedimi ferroviari con i due tronconi di tramvia elettrica TEB1 e TEB2 fino ad Albino e a Villa d’Almé. Verrà affrontata anche l’attuale fase progettuale, che mira a prolungare ulteriormente le linee fino a Vertova e, in Val Brembana, fino a Zogno e, forse, a San Pellegrino.
L’associazione Montagna bergamasca viva, con questi eventi, intende svolgere un ruolo di stimolo e favorire la circolazione delle idee, per rendere sempre più concreta la sua missione: “Restare a vivere in Montagna si può”. Questo ciclo di incontri si pone come un passo fondamentale per stabilire reti di condivisione e per dare un nuovo slancio a progetti vitali per il futuro della montagna bergamasca.

















