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Pradalunga: riconoscimento nazionale in vista per la castagna “Balestrera”

Si è conclusa con un grande successo e un’alta partecipazione la 13esima edizione di “Castanea”, il mese dedicato al frutto simbolo del territorio di Pradalunga, culminato con un convegno molto atteso che ha riunito relatori di spicco da tutta Italia. L’evento ha acceso i riflettori sul mondo della castagna, concentrandosi sulla promozione del territorio, le sfide ambientali e le nuove abitudini di consumo necessarie per tutelarne la qualità.

La manifestazione non ha incluso solo il dibattito scientifico, ma anche le classiche passeggiate nei boschi, il premio letterario delle pietre coti, numerose castagnate e serate di degustazione. Durante i lavori, è stata annunciata anche un’ottima notizia per la Val seriana: la varietà locale di castagna, la “Balestrera”, è in dirittura d’arrivo per l’iscrizione nel registro italiano delle varietà castanili.

Il convegno è stato anche l’occasione per offrire consigli pratici e sottolineare la necessità di un “cambio di mentalità” riguardo alla conservazione della castagna. Il messaggio chiave rivolto ai consumatori è stato chiarissimo: “Se non la mettiamo in frigo o in freezer -spiega il ricercatore Giacomo Gatti-, rischiamo di avere delle percentuali di marcio altissime. Il marciume non è colpa del castanicoltore, ma della cattiva gestione domestica. Bisogna abbandonare l’abitudine di tenere le castagne in cantina o nella credenza e utilizzare la refrigerazione.

La necessità di questa nuova abitudine è amplificata dai cambiamenti climatici che favoriscono la diffusione del fungo Chromoniopsis castanea, responsabile della marcescenza. “Non è un fungo nuovo, è un fungo vecchio di cui abbiamo testimonianze da centinaia di anni.Q uello che è cambiato sono le condizioni ambientali. Se un tempo, con gli autunni freddi e gli inverni rigidi, la percentuale di marciume si attestava attorno all’1%, oggi si raggiungono percentuali altissime, fino al 100% in certi casi, a causa delle temperature autunnali molto elevate. Se i nostri vecchi erano abituati a raccogliere le castagne con la neve o comunque molto ben vestiti, oggi è normalissimo raccoglierle in ottobre a 25°, se non 30, con magliette e pantaloncini. Il cambiamento del clima impone quindi un cambiamento nelle abitudini di conservazione per non compromettere il prodotto”.

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