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Lovere punta a recuperare le ex cave di gesso: case, strade e parcheggi

Punta a recuperare e riqualificare l’area delle ex cave di gesso, la nuova variante al Piano di governo del territorio (Pgt) di Lovere. L’amministrazione comunale ha avviato l’iter con incarico affidato all’architetto Filippo Simonetti. Tra gli obiettivi c’è anche una nuova viabilità per la parte alta del paese, oltre a un parcheggio da circa 400 posti. Il progetto è ambizioso e non senza difficoltà.

«A febbraio di quest’anno abbiamo portato a termine la pubblicazione del nuovo Pgt iniziato con la precedente amministrazione. Un iter concluso per rispetto e correttezza negli investimenti fatti, nelle risorse impiegate e nel lavoro dei tecnici – sottolinea la sindaca Claudia Taccolini -. Ma fin dal nostro insediamento del 2024, uno degli obiettivi che come amministrazione ci siamo posti è stato dare nuova visione a una zona che rimane l’unica possibilità di rigenerazione urbana per Lovere».

L’area delle ex cave Reme, di proprietà privata, si estende su una superficie di circa 40 ettari, a monte del piazzale Bonomelli. «Lovere necessita di una rigenerazione urbana importante e in quest’area c’è la possibilità di investire per una riqualificazione residenziale, ma anche per creare una zona verde, un polmone a ridosso del centro storico e del borgo antico. Soprattutto vogliamo realizzare una nuova viabilità che per la parte alta di Lovere è ormai indispensabile e non più rimandabile», aggiunge la prima cittadina.

Per quanto riguarda la viabilità, la zona sotto osservazione è quella della località Davine, a monte dell’ospedale, dove esiste da sempre la problematica di una strada molto stretta che impedisce l’accesso ai mezzi di soccorso. «La nuova strada alta andrebbe a collegare Davine con la zona della Torricella e Serpentone, migliorando sia la sicurezza sia l’accesso ai mezzi di cantiere e ai mezzi pesanti che attualmente hanno difficoltà di passaggio». C’è poi la questione parcheggi, con l’obiettivo di un’area sosta vicino al piazzale Bonomelli a beneficio di servizi come l’ospedale, la Casa della comunità, l’ufficio postale e, naturalmente, del centro storico.

Il progetto passa inevitabilmente attraverso il confronto con la proprietà, in questi mesi al lavoro per la messa in sicurezza dell’area.

Nel frattempo, sempre sul fronte urbanistico, il Comune di Lovere ha avviato l’iter per la redazione del nuovo Regolamento edilizio che, di fatto, aggiorna il precedente documento del 2012 (modificato nel 2014 e 2018). Il passaggio serve a recepire le indicazioni della Regione Lombardia ed è obbligatorio dopo l’approvazione del nuovo Piano di governo del territorio.

Il Regolamento edilizio introdurrà significative semplificazioni e razionalizzazioni delle norme: ad esempio, per la posa di pannelli fotovoltaici, con l’obiettivo di snellire le procedure autorizzative. 
 
«Inoltre le tipologie di intervento, l’attività di edilizia libera, le destinazioni d’uso e tutte le altre procedure edilizie vengono armonizzate con la normativa vigente e con le norme tecniche di attuazione del Pgt, eliminando ridondanze e sovrapposizioni procedurali», spiega la sindaca.

Dopo l’adozione varata dal Consiglio comunale alla fine di settembre, l’iter procede con le osservazioni dei cittadini e dell’Agenzia di tutela della salute. Il regolamento, redatto dall’architetto Antonio Rubagotti, curato dagli assessori Giuseppe Ghitti e Ivo Filosi e tecnicamente da Franco Bonfadini, tornerà quindi in aula consiliare per il via libera definitivo.

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