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Pesca: novità sulla trota e nuove prospettive con il mandato lombardo Fipsas

Si chiude un anno complesso ma ricco di traguardi per il mondo della pesca orobica. Nonostante le difficoltà ambientali e normative, l’ Associazione Pescatori di Bergamo convenzionata Fipsas traccia un bilancio positivo, sostenuto da numeri solidi e da importanti novità legislative che garantiscono il futuro del settore.

Nonostante un’annata definita “difficilissima”, l’Associazione Pescatori di Bergamo conferma la sua capillarità sul territorio. I dati parlano chiaro: l’anno si chiude con circa 5.100 tesserati. Il dato più incoraggiante riguarda le nuove generazioni: ben 1.200 sono giovani, un segnale di vitalità che assicura il ricambio generazionale in uno sport che fa del rispetto per l’ambiente il suo vessillo.

Il versante più critico dell’anno è stato senza dubbio quello della pesca alla trota. Tuttavia, grazie all’impegno della federazione e all’intervento del neo presidente di FIPSAS Lombardia, Simone Bossi, è stato raggiunto un risultato storico. Una legge approvata in Parlamento consentirà infatti di continuare a pescare nei fiumi e di svolgere competizioni sportive fino al maggio 2026 per quanto riguarda le immissioni di trote fario ed iridea, in attesa di risolvere la situazione una volta per tutte.

Questo provvedimento rappresenta una boccata d’ossigeno vitale per le piccole società sportive. Parallelamente, non si fermano i progetti di tutela ambientale di alto respiro: la conservazione della trota marmorata proseguirà con piani strutturati per il biennio 2026-2027. Ottime notizie arrivano dalla gestione delle acque del Lago di Endine. Le attività di contenimento del pesce siluro, predatore alloctono che minaccia l’equilibrio dell’ecosistema lacustre, stanno finalmente portando risultati significativi. Dopo anni di impegno costante, la FIPSAS conferma che la pressione della specie sta diminuendo, a beneficio delle specie autoctone.

Simone Bossi, alla guida della Federazione Lombarda per i prossimi quattro anni, ha delineato le priorità del suo mandato: «Dobbiamo valorizzare il sistema pesca lombardo a testa alta all’interno delle istituzioni». Tra le sfide più urgenti per il 2026 figurano il contenimento dei predatori con la gestione degli ittiofagi che depredano fiumi e canali, la lotta al bracconaggio, grazie ad una legge voluta e sostenuta con forza dalla Federazione. Dietro l’immagine del pescatore non c’è solo una canna da pesca, ma un patrimonio di tradizioni e valori. «C’è la storia dei nostri nonni che ci hanno insegnato a valorizzare le nostre acque», spiega Bossi. La pesca moderna, specialmente quella praticata dai giovani, si evolve verso una cura estrema del pesce e una sorveglianza attiva dell’ambiente.

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