Una valanga si è staccata la mattina di giovedì 29 gennaio a Foppolo, nella zona del paravalanghe del Valgussera, travolgendo nove sciatori che, a quanto risulta, stavano praticando il fuoripista. In particolare una persona oltre a essere stata trascinata dalla lastra nevosa, vi è pure rimasta sommersa ed è stato necessario l’intervento dei soccorritori. Per fortuna, anche grazie alla tempestività delle operazioni di recupero, le sue condizioni non sono gravi ed è stata trasferita in ambulanza all’ospedale per accertamenti.
L’episodio è avvenuto intorno alle 10,40. Secondo quanto è stato possibile ricostruire, nella zona del Valgussera si trovavano due gruppi di scialpinisti, uno composto da sei persone e l’altro da tre. Appena è scattato l’allarme sono intervenuti le squadre del Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico, l’eliambulanza del 118 partita da Sondrio e i carabinieri della stazione di Branzi.
Pare che a provocare il distacco di neve siano stati due sciatori in fuori pista e che la slavina avrebbe poi travolto le persone sottostanti. Usciti indenni, pare che i due all’origine dell’episodio se ne siano andati anche per evitare possibili multe o altri provvedimenti per il loro comportamento. Per le squadre intervenute sul posto, oltre alle operazioni di soccorso dello scialpinista rimasto sommerso dalla valanga, anche uno scrupoloso controllo dell’area per scongiurare il pericolo che altri potessero essere rimasti sotto.
Dagli impianti di risalita di Foppolo evidenziano che i soccorsi sono stati celeri e che la valanga non ha avuto ripercussioni sull’attività degli impianti. In particolare, il direttore della stazione invernale, Luca Cattaneo, ha rimarcato: “I divieti per il fuori pista non esistono per caso”. E infrangerli mette a repentaglio la propria vita e quella degli altri.
È proprio di oggi l’appello lanciato dal Soccorso alpino e speleologico della Lombardia di prestare la massima attenzione alla situazione nivometeorologica in atto: “Le recenti precipitazioni di neve in quota presentano un rischio marcato in diverse aree delle Alpi lombarde.


















