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La Motonave “Capitanio” tra i progetti finanziati dal Fai

C’è anche la Motonave La Capitanio di Lovere tra i 20 progetti finanziati con l’iniziativa “I Luoghi del Cuore” del Fai, il Fondo per l’ambiente italiano, in collaborazione con Intesa Sanpaolo. È stato infatti pubblicato l’esito del bando per la selezione degli interventi di restauro e di valorizzazione più votati e 18 riguardano aree interne e periferie urbane. Un’occasione concreta di rilancio e promozione di luoghi del patrimonio culturale da salvare e far conoscere.

Tra questi, appunto, per la Bergamasca c’è la Motonave La Capitanio, ormeggiata a Lovere. Lunga 24 metri e larga 4.40, in origine piroscafo a vapore, è stata costruita nel 1926 nei Cantieri Cerusa di Genova Voltri per la Società di Navigazione a Vapore del Lago d’Iseo e oggi vanta il titolo di battello più antico del bacino ancora navigante. Porta il nome di Bartolomea Capitanio, una religiosa di Lovere, beatificata nello stesso anno e successivamente canonizzata, fondatrice, con Vincenza Gerosa, della Congregazione delle Suore di Maria Bambina.

L’imbarcazione, ben presto trasformata con un motore diesel (attualmente naviga con uno del 1958), ha funzionato come trasporto passeggeri, rimorchiatore adibito al traino delle chiatte per trasporto di carri ferroviari, imbarcazione privata. Dismessa dal servizio nel 1965, fu acquistata in successione da diversi armatori privati, che con grande passione la salvarono dal disarmo. 

Nel 2023 è stata fondata ad hoc l’associazione “La Capitanio APS”, che annovera tra i propri soci, oltre a tre nuovi armatori, istituzioni come i Comuni di Lovere e Pisogne e l’Accademia Tadini, ma anche la Società di navigazione Lago d’Iseo, il Porto turistico e diverse aziende locali. Con l’intento di arrivare a un pieno recupero dell’imbarcazione per il 2026, data del centenario del varo e di diventare in tal modo “patrimonio del Lago d’Iseo”, l’associazione ha avviato un intenso lavoro di manutenzione, con più di 700 ore di volontariato e l’aiuto di professionisti, per continuare a far navigare questo storico veicolo. 

L’obiettivo dichiarato è quello di fare della Capitanio un vero e proprio museo itinerante, che possa spostarsi tra tutti i 16 Comuni del Sebino. Per promuoverlo, il comitato “A bordo della Capitanio” ha partecipato al 12° Censimento del Fai, raggiungendo il 46° posto nazionale con 8.965 voti. Il progetto candidato al bando post censimento, che si distingue per l’originalità della visione per il battello e al contempo la sua concretezza, oltre alla solida rete di partner, riguarda la manutenzione straordinaria dello scafo in lamiera chiodata, che è lo stesso del 1926, a testimonianza dell’incredibile abilità dei mastri chiodatori che l’hanno realizzato, con una tecnica che nel 1931 venne utilizzata anche per costruire l’Amerigo Vespucci. Il progetto, dal costo complessivo di 40.700 euro, riceverà un contributo da FAI e Intesa Sanpaolo di 22.000 euro e garantirà l’obiettivo di offrire al territorio un luogo unico per raccontare la storia nautica locale e trasmetterne la memoria collettiva alle future generazioni. 

Tra le tante attività collegate al progetto, la campagna “Adotta un chiodo”, un’azione di micro finanziamento per sensibilizzare il territorio, la collaborazione con alcune scuole locali, con l’integrazione di visite al piroscafo e attività didattiche e la realizzazione di uno storytelling sull’intervento di recupero.

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