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Cazzano Sant’Andrea e di Tramigna: 40 anni di gemellaggio alpino

Per gli Alpini di Cazzano Sant’Andrea e di Cazzano Tramigna (Verona) una giornata di festa ha sancito e rinnovato l’amicizia solidale che da decenni unisce i due Gruppi Ana. Le Penne Nere dei due paesi  si sono ritrovate domenica 1 febbraio in Veneto per ricordare il quarantesimo anniversario del gemellaggio, sancito il 7 settembre 1986 dagli allora capigruppo Luigi Tonegato (morto nel 2023) e Giovan Battista Colombi.

Negli anni il legame si è rafforzato e dopo che gli Alpini veronesi fecero visita a Cazzano Sant’Andrea nel 2021 (per il sessantesimo di fondazione) e nel dicembre 2022, nell’aprile 2025 una folta delegazione del gruppo seriano partecipò all’inaugurazione a Cazzano di Tramigna della nuova Baita alpina. A unire i due paesi ci sono i Regi decreti del 1863 e del 1867 con i quali il neonato Regno d’Italia confermò l’estensione della denominazione dei due comuni per evitare omonimie. Cazzano Sant’Andrea aggiunse il nome del patrono, Cazzano di Tramigna quello del fiume locale.

“Quest’anno – spiega Fabrizio Moretti, capogruppo Ana di Cazzano Sant’Andrea –  abbiamo unito il ricordo del gemellaggio alla festa del tesseramento che gli amici veneti organizzano ogni anno. Ci siamo ritrovati nella Baita alpina e partecipato al corteo, cui hanno presenziato ben sedici gagliardetti Ana, oltre al nostro e al gonfalone del Comune di Cazzano Sant’Andrea, scortato dal sindaco (alpino) Sergio Spampatti. Dopo la cerimonia ufficiale al monumento abbiamo condiviso l’aperitivo con gli anziani della Casa di riposo e successivamente partecipato al pranzo conviviale”.

A fare gli onori di casa c’erano la sindaca Maria Luisa Guadin e il capogruppo locale Silverio Peloso , che ha donato agli alpini della Val Gandino un artistico globo ligneo scolpito, copia in scala del monumento inaugurato nel 2025 a Cazzano di Tramigna. Il Gruppo di Cazzano Sant’Andrea ha a sua volta ricambiato con una composizione che prevede un cappello alpino di bronzo incastonato su un ceppo di pietra locale, custodito in una teca con finimenti tricolori e il testo della Preghiera dell’Alpino. “E’ stata una giornata bellissima – conclude Moretti – nella quale abbiamo rinnovato un indissolubile legame di amicizia e formulato un corale auspicio di pace”.

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