Svolta positiva per le casse del Comune di Colzate. Dopo un biennio segnato da vincoli stringenti, l’amministrazione comunale annuncia la fine del piano di riequilibrio finanziario, approvato a seguito del debito legato alla pista ciclopedonale. La chiusura, avvenuta ufficialmente il 31 dicembre 2025, rappresenta un traguardo significativo, raggiunto con due anni di anticipo rispetto alla scadenza prevista.
Con l’approvazione dell’ultimo bilancio di previsione, il Comune è tornato a una forma di gestione ordinaria. Questo significa, in termini pratici, la fine della stagione dei tagli lineari e dei vincoli rigidi imposti dal piano di rientro. Il superamento della crisi è il risultato di un lavoro corale che ha visto impegnati amministratori, collaboratori e l’intera struttura comunale in un periodo definito “particolare e difficile”.
Nonostante un 2024 iniziato in salita, l’esercizio si è chiuso positivamente dal punto di vista della cassa, permettendo di regolarizzare tutti i conti necessari e di rispondere con i fatti alle prescrizioni della Corte dei Conti. Il Sindaco ha spiegato come lo Stato, anziché spalmare i tagli in quattro anni come previsto, abbia accelerato il processo trattenendo le risorse alla fonte in soli due anni. Questa pressione ha costretto l’ente a un recupero forzoso di denaro e a una rendicontazione accelerata delle opere già concluse. Tuttavia, la “coperta” resta corta: i trasferimenti statali dal fondo di rotazione sono passati dai circa 210.000 euro del biennio 2022-23 ai 170.000 euro attuali. Una differenza di 40.000 euro che l’amministrazione ha dovuto redistribuire su altri capitoli di spesa.
Il bilancio appena approvato è considerato di transizione, il ponte necessario per passare dalla rigidità del riequilibrio alla ripresa delle attività programmate. Grazie a un avanzo di amministrazione definito “abbastanza importante”, il Comune può ora tornare a pianificare il futuro.
Poiché l’avanzo può essere destinato solo a investimenti o attività una tantum, la priorità indicata dall’amministrazione è l’adeguamento del Piano di Governo del Territorio (PGT). Si tratta di una richiesta sentita dai cittadini, che era stata necessariamente sospesa negli ultimi due anni a causa dei vincoli di bilancio e che ora potrà finalmente ripartire.
















