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Gorno: già tra 8 mesi la parrocchiale potrebbe crollare

“Tra otto mesi, al massimo 18, secondo i tecnici che se ne stanno occupando, la chiesa parrocchiale di San Martino vescovo a Villasio di Gorno sarà crollata”. Sembra non lasciare speranze il quadro emerso nell’assemblea pubblica convocata dal parroco, padre Angelo Epis, la sera di venerdì 27 marzo in oratorio a Gorno.

In tanti si sono presentati nella sala teatro per ascoltare gli ultimi aggiornamenti, dopo che l’edificio sacro era stato dichiarato inagibile. “La novità – ha esordito il sacerdote – è che la Soprintendenza ha autorizzato la demolizione dell’ex casa canonica, attigua alla parrocchiale. Questo potrebbe rendere più sicuro il transito nell’area, ma ciò che si prospetta è, già nei prossimi mesi, l’implosione all’interno della chiesa. I sensori rilevano uno spostamento di 2-3 millimetri ogni 3 mesi e le conseguenze di tutto ciò sono le crepe nei muri e nel pavimento. Lo si può constatare anche osservando il tetto, che si sta inarcando. Le travi ormai non poggiano più su quella centrale e anche un’eventuale operazione di rimozione di ciò che c’è all’interno di prezioso, dall’organo agli altari, risulterebbe ad altissimo rischio. Ciò nonostante, si stanno studiando soluzioni che ci permettano di conservare anche soltanto qualcosa di ciò che la nostra comunità ha destinato alla sua parrocchiale”.

Al microfono si è alternato il sindaco, Giampiero Calegari, riferendo degli incontri avuti nelle ultime ore con il prefetto e con il vescovo di Bergamo. “Ho chiesto soprattutto – ha riferito il primo cittadino – che padre Angelo non venga lasciato solo, pure sotto l’aspetto economico, nella gestione di questa emergenza”. La Diocesi, in particolare, avrebbe già dato disponibilità per valutare un sostegno utilizzando per esempio il fondo di solidarietà della Curia.

È emerso che il tempo stringe e si stanno valutando diverse strade per salvare dal crollo almeno l’altare maggiore e l’organo. “Per valorizzare e conservare nel migliore dei modi queste opere – ha ipotizzato padre Angelo – si sta sondando la disponibilità delle parrocchie bergamasche, di poterli ospitare in chiese nuove o già esistenti. Sì, perché fatta salva la loro messa in sicurezza, andrebbero poi mantenute in ambienti pertinenti e in buone condizioni”.

Nella stessa località di Villasio era stata costruita una chiesa originaria nel 1478. “Ma – ha ricostruito il parroco durante l’assemblea, molto attenta e partecipe – il terreno particolarmente insidioso ne compromise nel tempo la stabilità al punto che nel 1767 dovette essere demolita. Il 24 ottobre dello stesso anno venne posta la prima pietra di una seconda chiesa, riedificata nello stesso luogo, progettata da Felice e Tommaso Tognoli di Clusone, che venne inaugurata nel 1776 e consacrata nel 1779”.

Poi, nel 1930, un ulteriore pericolo e la decisione di demolizione. Riedificata, è l’attuale e venne inaugurata nel 1932, da lì il vincolo della Soprintendenza per ogni intervento essendo passati più di 70 anni. Già nel 1956 ci furono le prime segnalazioni di crepe e altro da parte del parroco, ma è stato nel 2017 che la situazione si è accentuata e nel 2019 sono stati posizionati i sensori che ancora oggi sono in funzione. Tuttavia, già a colpo d’occhio negli anni si sono constatati i danni, tanto che le travi risultano via via allungate per poter evitare crolli. Situazione che ora non è più sostenibile.

Come per la ex casa canonica, la cui demolizione appare ormai imminente, anche per la chiesa parrocchiale di San Martino non sembrano più esserci speranze di recupero. I primi cedimenti dovrebbero riguardare il tetto e, appunto a giudizio dei tecnici, si tratta di ancora pochi mesi in cui la comunità di Gorno dovrà mettere a punto azioni efficaci per salvare il salvabile.

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