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La semplicità della disciplina: Alzano Bellissima Città incanta con Monica Bergamelli

Campionessa di sport e di stile, quello tipico bergamasco che si distingue per eleganza e sobrietà. Nel secondo appuntamento del programma culturale “Abc: Alzano Bellissima Città” presentato dall’amministrazione comunale, che dedica il 2026 interamente allo sport, venerdì scorso (6 marzo) è stata ospite in sala consiliare l’ex ginnasta Monica Bergamelli. Alzanese doc, è stata una figura decisiva per la ginnastica artistica italiana, nonché prima azzurra di sempre a conquistare una medaglia europea in questa disciplina. Durante la serata, la campionessa ha dialogato con la giornalista Federica Sala e ripercorso la sua lunga carriera sportiva, dall’inizio quasi casuale al sogno delle Olimpiadi, disputate per ben tre volte, passando dai lunghi viaggi in treno tra Alzano e Brescia, dove si allenava ogni giorno fin da giovanissima.

«Ho cominciato un po’ per caso – ha raccontato – ma mi sono appassionata presto scoprendo di essere abbastanza portata per la ginnastica. Non avrei comunque mai pensato di ottenere così tanto. Dall’inizio delle scuole medie ho cominciato ad allenarmi a Brescia per la società Brixia: allenamento al mattino e dopo pranzo e lezioni scolastiche nel pomeriggio prima del rientro in treno. È stato faticoso, d’altra parte la ginnastica richiede molta disciplina e spesso molte rinunce, specialmente quando si gareggia ad alti livelli, ma non rimpiango nulla».
La prima grande soddisfazione arriva nel 1998 ai campionati europei junior di San Pietroburgo, dove la sua performance alle parallele contribuisce allo storico argento della squadra azzurra. «Un successo inaspettato – ha confessato – era una delle mie prime gare internazionali, da lì è cominciato un bellissimo cammino che mi ha portata alle Olimpiadi». Il sogno olimpico si concretizza a Sydney 2000, quando Monica ha solo sedici anni: «Ricordo bene la cerimonia d’apertura e l’ingresso nello stadio con la delegazione italiana: un’emozione e un’adrenalina incredibili, difficili da spiegare ancora oggi».
In Australia il ricordo olimpico migliore, mentre all’Olimpiade successiva di Atene 2004 Monica è costretta a gareggiare come individualista per la mancata qualificazione della squadra azzurra: «Dovessi scegliere una gara che rifarei sarebbe quella, mi sarebbe piaciuto gareggiare con le mie compagne. Ho sempre preferito le gare di squadra a quelle individuali». Quest’ultima preferenza risulta determinante una volta terminata la carriera sportiva. Dopo le Olimpiadi di Pechino 2008 Monica viene infatti ricontattata dalla Nazionale per entrare nello staff tecnico, dove contribuisce alla crescita del movimento fino ai recenti successi di Tokyo 2020 e Parigi 2024.
In chiusura, la campionessa ha risposto alle domande delle giovani ragazze dell’associazione Ginnastica Bergamo presenti, a cui ha rivolto alcuni consigli: «A chi si avvicina a questo sport dico che il talento è importante, ma a contare di più sono il lavoro e l’impegno. Prendete il vostro tempo e non abbiate fretta: una ginnasta può anche impiegare più di un’altra a imparare un movimento, ma quel che conta è arrivare. Seguite i vostri sogni cercando di dare il massimo e tenendo presente che questo sport è innanzitutto una sfida con sé stesse».
La rassegna dedicata allo sport alzanese proseguirà fra marzo e aprile con un altro incontro che coinvolgerà alcuni studenti del liceo Amaldi capaci di contraddistinguersi per riuscire a coniugare il proprio impegno sportivo con quello scolastico. Quest’ultimo appuntamento aprirà infine la strada verso l’atteso Gran Galà dello sport alzanese già in programma per il 18 aprile, dove l’amministrazione comunale premierà tutte le maggiori personalità sportive che negli anni hanno dato lustro alla città.

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