Il territorio bergamasco sta attraversando un vigoroso colpo di coda dell’inverno, segnato da venti tempestosi che nei giorni scorsi hanno sferzato le Orobie con raffiche impressionanti. A quota duemila metri si sono toccate punte di 130 km/h, con un picco estremo di 140 km/h registrato al Passo San Marco a causa di una circolazione depressionaria che ha spinto correnti gelide nord-orientali contro l’arco alpino. Mentre il Centro-Sud Italia fa i conti con nevicate a quote collinari, la nostra provincia resta protetta dalla barriera delle Alpi, godendo di cieli in prevalenza sereni ma subendo temperature rigide, tipiche di inizio marzo.
Per la giornata di domenica il quadro meteorologico confermerà questa dicotomia tra sole e freddo pungente. Nonostante la prevalenza di schiarite, interrotte solo da qualche innocuo cumulo pomeridiano tra la bassa Valle Seriana e il Lago d’Iseo, il clima resterà invernale con minime prossime allo zero e uno zero termico che non supererà i 1600 metri. I venti continueranno a soffiare moderati dai quadranti nord-orientali, mantenendo l’aria secca ma gelida.
L’evoluzione verso la Pasqua non promette cambiamenti sostanziali, poiché l’Italia resterà contesa tra l’alta pressione defilata sulla Spagna e un nucleo di aria fredda persistente sui Balcani. Questa configurazione continuerà a inviare impulsi gelidi attraverso la porta della Bora. Già tra martedì e mercoledì è atteso un nuovo rinforzo del vento in montagna e un ulteriore calo delle temperature, con Clusone che vedrà massime bloccate intorno ai 10 gradi e uno zero termico in discesa verso i 1300 metri. Anche il Venerdì Santo trascorrerà in un contesto di spiccata variabilità e frescura, con termometri che faticheranno a superare i 13 gradi, confermando una settimana santa dal sapore decisamente più invernale che primaverile.


















