Una mattinata di ordinaria routine scolastica si è trasformata in tragedia a Trescore Balneario, dove poco prima del suono della campanella, intorno alle 7:45 di mercoledì 25 marzo, un’insegnante di 57 anni è stata vittima di un’ aggressione all’esterno dell’istituto Leonardo Da Vinci di via Damiano Chiesa. Secondo le prime ricostruzioni, la donna, una professoressa di francese in servizio presso la scuola, sarebbe stata avvicinata da un proprio alunno di terza media, un ragazzino italiano di 13 anni, che l’avrebbe colpita ripetutamente con un’arma da taglio ferendola gravemente al collo e al corpo.
L’allarme è scattato immediatamente. Le condizioni della docente sono apparse subito critiche, rendendo necessario l’intervento tempestivo di un’automedica da Seriate e di un’ambulanza della Croce Rossa di Entratico, supportate dall’elisoccorso decollato dall’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Dopo essere stata stabilizzata sul posto, la donna è stata trasferita d’urgenza in volo verso l’ospedale bergamasco, dove resta ricoverata in condizioni giudicate gravi, ma fortunatamente non è in pericolo di vita.
Diverse pattuglie della Compagnia Carabinieri di Bergamo sono intervenute presso l’istituto Leonardo Da Vinci di Trescore Balneario.
Il ragazzo è stato successivamente immobilizzato da un altro insegnate e da due collaboratori scolastici fino all’arrivo dei militari. L’istituto è stato posto in sicurezza. Si è trattato di un gesto isolato e non risultano altre persone coinvolte.
La donna ferita è l’insegnante di francese Chiara Mocchi, 57 anni, delegata RSU di CISL Scuola Bergamo, che esprime indignazione e profonda preoccupazione. “Siamo di fronte a un fatto di una gravità inaudita, che non può e non deve essere derubricato a episodio isolato – dice Paola Manzullo, segretaria generale di CISL Scuola Bergamo. La collega, nostra RSU, è una professionista stimata, una persona seria e dedicata, che ha sempre svolto il proprio lavoro con responsabilità e attenzione educativa. Colpire lei significa colpire l’intera scuola, i suoi valori e la sua funzione sociale. Da tempo si respira un clima sempre più difficile all’interno degli istituti scolastici, dove il disagio, la solitudine educativa e la carenza di strumenti adeguati stanno creando situazioni esplosive. Quanto accaduto oggi rappresenta una tragica conferma di questa realtà”.
“È inaccettabile – continua la sindacalista – che chi lavora nella scuola sia esposto a rischi di questo tipo. È inaccettabile che si continui a intervenire solo dopo tragedie annunciate. È inaccettabile che il tema della sicurezza e del supporto educativo venga trattato come secondario. CISL Scuola Bergamo chiede con forza interventi immediati e strutturali: più risorse, più personale qualificato, presìdi psicologici stabili nelle scuole, formazione adeguata e strumenti concreti per la prevenzione della violenza. Servono risposte chiare, non dichiarazioni di circostanza. Allo stesso tempo, è necessario un impegno collettivo: la società deve restituire autorevolezza e rispetto al personale scolastico. Senza un pieno riconoscimento del ruolo educativo di docenti e lavoratori della scuola, ogni intervento rischia di essere inefficace”.
“La CISL Scuola Bergamo – conclude Manzullo – esprime la propria vicinanza alla collega, alla sua famiglia e a tutta la comunità scolastica coinvolta. La scuola non può diventare un luogo di paura. Chi educa deve essere tutelato. Chi governa ha il dovere di agire ade

















