I ristoranti stanno per chiudere le prenotazioni per il classico pranzo di Pasqua e si confida in un buon numero di coperti anche a Pasquetta, per cui le prenotazioni continuano ad essere last second. Molti locali, oltre alle località più turistiche, da Città Alta al Sebino, alle valli, propongono il menù a la carte, per dare la massima libertà di scelta, per un pranzo più agile o in alternativa una mini-carta con la possibilità di scegliere tra 2 o 3 portate principali. Il menù comunque resiste e sopravvive alla moda e per molti resta la formula preferita, anche per avere certezza dei costi, specialmente se sono inclusi vini e bevande. Quanto alla proposta, a tavola vince la tradizione, senza rinunciare a creatività e innovazione. La spesa va in media dai 55 agli 80 euro, con punte oltre i 120 euro per i locali più blasonati. Prosegue, nonostante il periodo di spending-review familiare, la scelta del “fuori casa” per le festività dei bergamaschi, sebbene si avverta in generale da mesi qualche rallentamento. Le previsioni delle presenze nelle festività rappresentano il termometro della tenuta del settore, ma i problemi non mancano, tra inflazione, rincari energetici, ulteriori aumenti delle materie prime, oltre al clima di forte incertezza e instabilità.
Per il Lunedì dell’Angelo la partita è ancora aperta: le prenotazioni tendono sempre ad arrivare all’ultimo minuto e fare previsioni diventa più difficile. Tradizionalmente appesa all’invito all’ultimo minuto e al clima, Pasquetta si preannuncia buona, grazie anche al meteo. In alta montagna si scia ancora e dai castelli della Bassa alle località sul lago, dalle ciclabili alle valli, alla classica gita fuori porta non si rinuncia. Non mancano le insegne che hanno deciso di tenere aperto sia a pranzo che a cena, sia a Pasqua che a Pasquetta. Si festeggia in famiglia, con tavoli abbastanza piccoli dai 4 ai 12 commensali, in media. Quanto alla proposta gastronomica, se la tradizione ha la meglio, prevale lo sforzo di accontentare tutti: largo quindi a menù di pesce, ai piatti vegetariani e ad alternative alle carni ovine, affiancate quindi da arrosti, conigli e altre specialità. Agnelli e capretti vengono proposti con spezie o esaltati con tecniche di cottura innovative, dalla bassa temperatura al fieno. Sempre apprezzate le costolette, nella loro semplicità. Non si rinuncia alle uova, con cotture gourmet, a carciofi e asparagi. Germogli ed erbe spontanee esaltano la primavera nel piatto. Quanto ai dolci, cioccolato e colombe artigianali accompagnano i brindisi augurali o il caffè. Il dolce simbolo pasquale viene rivisitato, proposto in semifreddi con crema di zabaione o mascarpone, o servito in dessert creativi.
Il trend positivo vissuto dalla ristorazione segue l’andamento soddisfacente del turismo, che viene da un marzo buono, trainato da grandi eventi, a partire dallo sport, dalle partite di Champions League a Italia-Irlanda. Pasqua continua a confermarsi un momento interessante per il turismo primaverile, anche in città, in linea con il trend nazionale che premia la scoperta di itinerari meno battuti, città più piccole e borghi, dove il viaggio incontra ancora una comunità viva, al di fuori delle mete più iconiche. Buone le presenze italiane, per effetto anche del quadro internazionale instabile che premia viaggi a corto raggio (non ultimo il fattore caro-carburante); in linea con lo scorso anno le presenze straniere. In città continuano a crescere le presenze da Polonia e Romania, che affiancano gli arrivi da Germania, Spagna, Regno Unito, Francia e Svizzera. In ripresa i viaggi dal Nord Europa, dai Paesi scandinavi. Un po’ sottotono le richieste per il Salone del Mobile, da sempre una settimana clou per il turismo anche nella nostra provincia, che risente in questa edizione dell’instabilità internazionale. La sensazione è che si aspetti l’ultimo minuto per valutare l’effettiva convenienza di sportarsi da Bergamo a Milano.
Nell’hinterland c’è rinnovato interesse per Leolandia, Le Cornelle e parchi divertimento. L’occupazione per Pasqua è alta in tutto il territorio, altissima nelle località più richieste. Il periodo di ferie pasquali conferma un interesse diffuso per le valli, dalla Val Seriana alla Val di Scalve, con presenze distribuite tra le diverse tipologie di strutture ricettive. Un trend incoraggiante quello descritto dalla Rete Infopoint Promoserio, consorzio di cui l’associazione Confcommercio Bergamo è socia.
I soggiorni si concentrano su permanenze brevi (1-3 notti) e la clientela è prevalentemente italiana, con una forte componente lombarda, proveniente in larga misura dall’area milanese. Da segnalare una tendenza sempre più marcata alle prenotazioni last minute, influenzata dall’incertezza legata al meteo, ai costi del carburante e al contesto generale. Va inoltre considerato che quest’anno la Pasqua cade in anticipo rispetto alla media, elemento che ha probabilmente compresso i tempi di prenotazione. Sul fronte della ristorazione il segnale è decisamente positivo: i ristoranti registrano un’ottima affluenza, a conferma di un territorio capace di attrarre visitatori anche al di là del solo pernottamento. Le prospettive per i prossimi ponti e festività primaverili sono incoraggianti, con una domanda in crescita che lascia prevedere una stagione positiva nei mesi a venire. Buone le presenze in Val Brembanaspecialmente nell’Alta Valle, come emerge da un’indagine in collaborazione con VisitBrembo (che vede Confcommercio Bergamo tra i soci). Di grande richiamo San Pellegrino Terme, grazie alla crescita continua del turismo termale: si registra il tutto esaurito ed è sempre più scelta come località per abbinare gite nel verde o in montagna a relax e trattamenti. Si registrano anche nell’extra alberghiero crescenti richieste di appartamenti anche per i mesi estivi. In crescita- di circa il 10% rispetto al 2025- la Valle Imagna, specie se al soggiorno si abbinano pacchetti benessere, cucina gourmet e trekking. Si tratta soprattutto di turisti italiani e lombardi, ma non mancano tedeschi, olandesi e svizzeri.
Gli amanti del wellness scelgono hotel, anche in zone a minor vocazione turistica, per la spa, oltre alla già citata Valle Imagna alla Bassa Bergamasca, ancora meglio se in pacchetti esperienziali con degustazione di vini, indirizzi gourmet, cicli di massaggi, cure estetiche, noleggio biciclette e altri servizi. Sul Sebino oltre ai turisti a corto e medio raggio lombardi si registrano buone presenze anche di stranieri, dalla vicina Svizzera al Nord Europa, con grande crescita anche qui delle presenze di turisti dalla Polonia.


















