I Carabinieri della Stazione di Stezzano hanno concluso una complessa attività d’indagine che ha consentito di ricostruire integralmente un grave episodio verificatosi nel centro di Stezzano la sera del 22 aprile 2025, culminato nell’esplosione di un colpo d’arma da fuoco nei confronti di un uomo, nonché di individuare e assicurare alla giustizia il presunto autore dei fatti. L’attività ha successivamente condotto all’esecuzione di una misura cautelare in carcere e al sequestro dell’arma clandestinamente detenuta ed utilizzata per l’azione delittuosa.
La vicenda trae origine nella serata del 22 aprile 2025, quando i Carabinieri della Stazione di Stezzano intervenivano in via Canonici, a seguito della segnalazione di alcuni cittadini che avevano udito un forte rumore, interpretato come l’esplosione di un colpo d’arma da fuoco, proveniente dalle vicinanze del civico 52. Giunti sul posto, i militari raccoglievano le prime testimonianze di due giovani presenti nei pressi della sede del locale Circolo del Partito Democratico, i quali riferivano di aver udito distintamente uno sparo e di aver immediatamente notato un uomo fuggire dal cortile dell’abitazione, seguito da un secondo individuo armato di pistola. Sebbene nell’immediatezza il sopralluogo non consentisse di rinvenire elementi evidenti riconducibili all’evento segnalato, i Carabinieri avviavano senza indugio una meticolosa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Bergamo, sviluppando ogni possibile pista.
Le indagini consentivano ben presto di accertare che il colpo era stato realmente esploso e che il destinatario dell’azione era un uomo classe 87, nato a Chiari, residente a Stezzano e già noto alle forze dell’ordine, il quale era riuscito a darsi alla fuga. Gli approfondimenti permettevano inoltre di ricondurre il movente ad un credito vantato dal presunto aggressore per pregresse cessioni di sostanza stupefacente, quantificato in circa 1.700 euro.
L’attività d’indagine condotta dalla Stazione Carabinieri di Stezzano si è sviluppata attraverso un’articolata serie di accertamenti investigativi, condotti sia con metodologie tradizionali sia mediante strumenti tecnici. In particolare, i militari hanno proceduto all’escussione di numerosi testimoni, alla raccolta delle dichiarazioni della persona offesa, all’analisi dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti nella zona e ad accurati sopralluoghi tecnici.
Proprio tali attività consentivano di rinvenire, all’interno di un tombino situato in Piazza Libertà, un bossolo calibro 9 mm, compatibile con il colpo esploso, nonché di individuare un foro da impatto di proiettile su una parete prospiciente il luogo dei fatti, ulteriore elemento oggettivo a riscontro della ricostruzione investigativa. L’analisi delle immagini registrate dalle telecamere permetteva inoltre di documentare gli spostamenti dell’indagato immediatamente dopo l’evento, evidenziandone i movimenti e i tentativi di disfarsi di elementi utili alle indagini, nonché un cambio d’abito improvvisato in un esercizio pubblico per tentare non essere identificabile, e la fuga al Sud Italia in attesa che si calmassero le acque.
Le investigazioni sono poi proseguite mediante attività tecniche che hanno consentito di acquisire ulteriori e significativi elementi probatori, confermando la responsabilità dell’indagato e documentando le successive iniziative intraprese dallo stesso per rintracciare la persona offesa e recuperare con modalità intimidatorie il denaro preteso. Sulla base del quadro indiziario così delineato e di tutte le risultanze investigative acquisite la Procura della Repubblica di Bergamo richiedeva l’applicazione di una misura cautelare personale: così il G.I.P. di Bergamo emetteva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo classe ’74, residente a Stezzano, nativo di Milano, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto gravemente indiziato dei reati di tentata estorsione aggravata mediante uso di arma da fuoco e porto e detenzione illegale dell’arma utilizzata nel corso dell’episodio del 22 aprile 2025. Il 30 aprile 2026 l’uomo veniva quindi tratto in arresto dai Carabinieri di Stezzano ed associato presso la Casa Circondariale di Bergamo, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Le indagini sono successivamente proseguite con ulteriori approfondimenti investigativi nell’ambito dei quali l’indagato collaborava con gli inquirenti fornendo indicazioni utili al rinvenimento e sequestro di una pistola Beretta calibro 9 corto, completa di 11 cartucce dello stesso calibro indicata come l’arma utilizzata per esplodere il colpo di pistola la sera del 22 aprile 2025: l’arma veniva recuperata dai militari il 30 giugno, impacchettata e sotterrata in un’aiuola situata nei pressi dell’abitazione dell’indagato. L’arma sequestrata è stata posta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per gli ulteriori accertamenti balistici e tecnico-scientifici.

















