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Gazzaniga: si ribalta cestello di un merlo, due feriti gravi

Grave infortunio nel pomeriggio di giovedì 6 agosto a Orezzo di Gazzaniga: due persone sono rimaste ferite in maniera seria, una precipitando da un cestello elevatore da un’altezza di circa 5 metri a causa del ribaltamento del merlo meccanico su cui si trovava, l’altra schiacciata dal mezzo mentre era impegnata nelle vicinanze a raccogliere le ramaglie e a fare pulizia. Illesa una terza persona, che si trovava ai comandi del merlo e che, vista la situazione fuori controllo, è riuscita a mettersi in salvo.

I due feriti sono stati soccorsi con altrettanti elicotteri. Si tratta di un 40enne, con fratture scomposte alle gambe, trasportato in volo in codice rosso agli Spedali Civili di Brescia, e di un 67enne portato sempre con un’eliambulanza all’ospedale Niguarda di Milano. Per quest’ultimo si è reso necessario il ricorso alla respirazione assistita.

È successo poco dopo le 15,30 in via Oschiolo a Gazzaniga, in un’area boschiva sul finire del nucleo abitato di Orezzo. Da una prima ricostruzione sembra che il gruppo di persone stesse lavorando con l’impiego del mezzo meccanico, appunto un merlo, per la manutenzione delle piante attorno a un capanno di caccia. Il più giovane si trovava nel cestello, a diversi metri di altezza, tra gli alberi. All’improvviso l’imprevisto, non si sa se per un guasto o per il cedimento del terreno: il macchinario si è ribaltato e il 40enne è stato sbalzato nel vuoto, cadendo nel prato. Il 67enne che si trovava nelle vicinanze è stato colpito dal merlo. Illesa la persona, dipendente di un’impresa edile di Gandino, che si era alla guida del mezzo meccanico.

Si è subito compresa la gravità dell’accaduto: la sala operativa dell’Agenzia regionale emergenza urgenza ha inviato a Orezzo gli elisoccorsi di Sondrio e Milano, oltre a un’automedica dall’ospedale di Seriate e a un’ambulanza della Croce Verde di Colzate. Allertate anche le squadre dei vigili del fuoco, dal Comando provinciale e dai distaccamenti della zona, e i carabinieri della Compagnia di Clusone.

Per la ricostruzione dell’accaduto e stabilire eventuali responsabilità sono intervenuti i tecnici dell’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo.

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