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Dicembre tragico sulle strade: Aci Bergamo chiede interventi urgenti e strutturali

Quelli appena lasciati alle spalle sono stati tra i più critici e tragici per numero di vittime sulle strade italiane. Durante l’ultimo weekend del 13-14 dicembre 20 morti, 2 in più del precedente. Ma nei primi giorni di questa settimana l’elenco si è purtroppo allungato. Lunedì, in due investimenti hanno perso la vita due giovanissimi in circostanze analoghe. A Santarcangelo di Romagna (Rimini) è deceduta una studentessa di 18 anni che viaggiava con una compagna sul sedile posteriore, rimasta ferita: erano dirette a scuola, sono finite contro un’auto. A Pozzuoli un ragazzo di 16 anni, con un compagno di 15, stavano raggiungendo in scooter un punto di ritrovo per partire in gita: ad una curva sono finiti contro un’auto, morto il guidatore, ferito l’amico.

Martedì 16 resterà una data tra le più pesanti nelle cronache della sicurezza stradale italiana e a scriverlo è l’ASAPS, l’Associazione sostenitori amici polizia stradale: “In un solo martedì hanno perso la vita sette pedoni, travolti in diversi punti del Paese. A queste tragedie si aggiunge la morte di un operaio di 49 anni, investito da un tir in un’area di stoccaggio privata”. Anche qui l’arco anagrafico è ampio: da una studentessa di 22 a un uomo di 83 anni. Un pedone è stato travolto a Tarquinia, una donna di 77 anni a Ercolano, il pedone di 83 anni ha perso la vita a Palermo, una donna di 56 a Sassari, un’altra donna di 53 anni a Terni, un pedone di 67 anni a Genova, un operaio di 49 anni è finito sotto un tir in un’area privata a Napoli. La vittima più giovane del funesto 16 dicembre è stata un’universitaria di 22 anni, che stava attraversando sulle strisce ed è stata investita da un camion che l’ha trascinata per metri.
A parlare di bilancio con pochi precedenti è la stessa ASAPS secondo la quale il mese di dicembre si conferma tra i più critici dell’anno, vuoi per le giornate più corte, per la visibilità ridotta, il maltempo e comportamenti di guida spesso inadeguati.

Dopo aver rilevato che dall’inizio del 2025 sono già 416 i pedoni morti sulle strade italiane – il 45% investiti sulle strisce, la metà oltre i 65 anni di età – l’ASAPS sottolinea anche quanto le cause siano purtroppo ricorrenti: velocità eccessiva, distrazione da smartphone, uso del cellulare per messaggistica anche durante la guida, e in alcuni casi alcol o sostanze stupefacenti.

“Come ACI di Bergamo non ci stanchiamo di richiamare alla responsabilità e da anni – è il richiamo del presidente Valerio Bettoni – stiamo conducendo una campagna di sensibilizzazione. Insistiamo sull’educazione e sulla prevenzione, andiamo nelle scuole superiori, ci siamo messi in prima linea nell’operazione Mobilità Sicura, tuttora in corso e abbiamo realizzato e distribuito a tutto campo migliaia di copie di un libro che vuole proprio responsabilizzare tutti gli utenti, soprattutto quanti sono alla guida di autoveicoli. Le cifre però confermano la gravità di una situazione che supera i livelli di guardia: abbiamo una media di 8 decessi al giorno, 475 incidenti gravi e 641 feriti. Noi intensificheremo per quanto possibile gli sforzi, ma è chiaro che ciascuno deve fare la sua parte, con una forte convergenza di impegno e di sforzi, controlli innanzi tutto come concreto deterrente”. Quasi tutte le cronache sugli incidenti mortali, che colpiscono e segneranno la vita di migliaia di famiglie con perdite e vuoti incolmabili, non lesinano negli allarmi, con ricorso spesso alla parola “strage” e quasi sempre si parla di “stato di choc” per chi è coinvolto. “Non basterà mai l’appello a un eccesso di prudenza quando si guida”, termina il presidente Bettoni, che sottoscrive la conclusione dell’ASAPS per la quale si è in presenza di “un insieme di fattori che alimenta un vero e proprio massacro stradale, che richiede interventi urgenti e strutturali”. E anche qui c’è piena consonanza con l’ACI per quanto riguarda le sollecitazioni su segnaletica orizzontale e verticale più visibile, illuminazione adeguata nei punti critici, attraversamenti protetti, dissuasori di velocità controlli più efficaci.

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