Il nuovo Questore di Bergamo si è insediato nella giornata di lunedì 12 gennaio, sottolineando la volontà di mettere a disposizione del territorio un’esperienza maturata in numerose realtà operative, dove ha affrontato casi complessi che spaziano dai delitti gravi alle rapine ai portavalori fino allo spaccio di stupefacenti.
Nato nel 1968, sposato e padre di due figli, Nicolì è laureato in Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma. Dopo aver frequentato il IV Corso dell’Istituto Superiore della Polizia di Stato, tra il 1987 e il 1991, nel 1992 viene assegnato al Reparto Mobile di Torino, dove matura una significativa esperienza nel settore dell’ordine pubblico. Nel 1993 passa al Centro Interprovinciale Criminalpol «Piemonte e Valle d’Aosta» con l’incarico di vice dirigente e, dal 1999, entra alla Squadra Mobile di Torino come dirigente della Sezione criminalità organizzata distrettuale. Nel 2002 è trasferito a Roma, alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, occupandosi di antiterrorismo internazionale, per poi approdare nel 2003 al Servizio Centrale Operativo, dove dirige diverse sezioni e divisioni operative impegnate nel contrasto alla criminalità comune e organizzata, anche mafiosa. Nicolì ha lavorato in 87 questure in tutta Italia anche se è al suo primo incarico come Questore.
Nel definire le linee guida del suo mandato, ha indicato come priorità assoluta il contrasto alla criminalità giovanile e alle devianze, evidenziando come la sicurezza percepita dai cittadini sia spesso minata da fenomeni che corrono rapidamente sui social network. A questo proposito, ha lanciato un invito a trattare la questione con modelli comunicativi nuovi, per evitare che la narrazione di questi episodi diventi un amplificatore o un punto di forza per chi cerca l’emulazione o vuole sbeffeggiare le istituzioni.

















