Secondo giorno di lavoro, sul Lago d’Iseo, per i tecnici della Goletta dei Laghi, la campagna di Legambiente di monitoraggio e informazione sullo stato di salute dei principali laghi italiani.
Dopo i rilievi microbiologici nei punti sensibili del lago, mentre i campioni sono sottoposti ad analisi nel laboratorio mobile posizionato a Castro, nella giornata odierna i biologi dell’equipaggio hanno condotto un lavoro di campionamento di microplastiche presenti nelle acque lacustri. È la prima volta in Italia che vengono monitorati questi rifiuti nei laghi, secondo un protocollo scientifico fino ad oggi impiegato solo nei mari. Grazie all’utilizzo di una manta a strascico, strumento messo a disposizione dall’Università Ca’ Foscari di Venezia, trainato da una barca a vela, è possibile filtrare l’acqua del lago e prelevare microlitter in superficie, per poi procedere alle analisi dei detriti.
La Goletta resterà sul lago d’Iseo fino al 30 giugno, quando verranno resi pubblici i dati relativi ai monitoraggi effettuati. «L’obiettivo è quello di scovare le situazioni che mettono maggiormente a rischio i laghi: tanto le foci dei fiumi quanto i tratti di costa interessati da fenomeni di inquinamento batteriologico di origine fecale, per la presenza di scarichi abusivi o insufficiente sistema di depurazione e poi di confrontare i risultati con i dati degli anni precedenti», spiega Legambiente.
La tappa del lago d’Iseo coincide con «Festambiente laghi», promossa dal Circolo Alto Sebino, che dal 29 giugno al 3 luglio a Castro coinvolgerà i visitatori con iniziative conviviali e di promozione territoriale per far conoscere il Parco della gola del Tinazzo.
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