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Elezioni Clusone, Scandella: “Le divisioni hanno favorito Olini”

Palazzo comunale Clusone

“Se c’è una lezione che queste elezioni ci consegnano è che si deve cercare di fare ancora di più per evitare divisioni che non portano a nulla di buono”. A poco più di una settimana dal voto, Jacopo Scandella torna a parlare del risultato uscito dalle urne a Clusone. Il consigliere regionale del Partito democratico è stato uno dei principali “sponsor” della lista civica “Clusone nel cuore”, che candidava a sindaco Laura Poletti, giunta terza nella competizione elettorale. Il gruppo ha raccolto 864 voti, pari al 17,8%. Un risultato decisamente inferiore alle aspettative. Scandella anzitutto fa i complimenti a Paolo Olini, sindaco riconfermato, e gli augura “in bocca al lupo per il lavoro che ha davanti”. Ma è proprio dal risultato di Olini e della sua lista di centrodestra (Lega Nord – Forza Italia – Fratelli d’Italia), vincitori con il 38% dei voti, che muove la sua analisi: “C’è un po’ di rammarico perché la maggioranza dei clusonesi con il proprio voto ha espresso la volontà di cambiare e quindi di una discontinuità rispetto all’amministrazione uscente. L’aver però diviso questa volontà in tre liste, che oggi diventano i tre gruppi di opposizione, ha certamente favorito la riconferma di Olini”. “Clusone nel cuore”, “Clusone viva” di Massimo Morstabilini e “SiAmo Clusone” di Francesco Moioli hanno cercato per mesi un accordo, che però non è arrivato. Quell’unione d’intenti, che non è stato possibile trovare con gli altri due gruppi ora in minoranza, è stato l’obiettivo per cui Scandella ha lavorato nel costruire “Clusone nel cuore” insieme a Ncd e Udc e ai gruppi civici “Clusone 24zero23” e “Obiettivo Comune”, poi confluiti nella lista di Laura Poletti. Un progetto che però, di fatto, è stato bocciato dagli elettori. “La lista per la quale anch’io ho lavorato ha ottenuto un risultato al di sotto delle aspettative – commenta il consigliere regionale –. E’ giusto assumersene la responsabilità, prenderne atto, e riconoscere che con una lista giovane, con un candidato nuovo, pensavamo di riuscire a intercettare più e meglio degli altri la volontà di cambiamento. Nei fatti non è stato così. Anzi, il progetto non è stato capace di interpretare quel desiderio di rinnovamento”. L’impressione, però, è che “Clusone nel cuore” sia stato percepito come un progetto calato dall’alto, frutto di un accordo fra i rappresentanti locali dei partiti. E, soprattutto, con il “marchio” dei consiglieri regionali Jacopo Scandella e Angelo Capelli. “ Quanto al rapporto con Capelli, ritengo positivo che due rappresentanti istituzionali decidano, invece di “farsi la guerra”, di provare a collaborare per il bene del territorio – sottolinea l’esponente del Pd –. Al di là di questo, il desiderio di allargamento è stato manifestato da tutte le liste civiche, perché tutti avevano all’interno appartenenze abbastanza eterogenee”. “Il motivo per cui ci si è divisi non è stato quello delle alleanze o degli accordi tra partiti, ma perché non c’è stata la capacità di trovare una sintesi sul candidato sindaco – precisa Scandella – Se non sono mancati gli errori e le incomprensioni, di certo non è mancata la buona fede. Cioè il desiderio di lavorare solo per quell’obiettivo. Quello che non si è riusciti a fare prima, spero si potrà fare d’ora in poi a partire dal lavoro di opposizione”.

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