Ci mancava solo questa: il formaggio senza latte. Dopo il succo d’arancia senza arance e il cioccolato senza cacao, a Bruxelles se ne sono inventati un’altra. Il Governo italiano è stato invitato dall’Unione europea a mettere la parola fine al «divieto di detenzione e utilizzo di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito nella fabbricazione dei prodotti lattiero-caseari». Nel nostro Paese, infatti, c’è una legge piuttosto severa che impone di fare il formaggio con latte vero. Legge che varrebbe la pena conservare per proteggere la qualità dei nostri prodotti e anche il lavoro di tante aziende. Per questo si è mossa Coldiretti con una raccolta firme che nei prossimi giorni toccherà il nostro territorio.
«Vogliamo che l’attuale normativa venga mantenuta per garantire la produzione di formaggio con latte fresco e una migliore qualità del prodotto – spiega Carlo Belotti della Coldiretti di Bergamo –. Il pericolo che vediamo in prima battuta è un riscontro negativo sul prezzo del latte, destinato a diminuire, inoltre temiamo una perdita di qualità del formaggio. Il consumatore deve essere garantito sulla genuinità. Ci siamo quindi mossi con una raccolta firme diffusa sul territorio nazionale». A livello locale, in Alta Val Seriana, cinque aziende del territorio (la Cooperativa Valseriana a Casnigo, Km Zero di Ardesio, La Bottega degli antichi sapori a Oltressenda Alta, l’azienda agricola Riccardi di Gandellino, l’agriturismo Visini di Gromo) si sono mosse per dare la possibilità a tutti di firmare, sabato 22 e domenica 23 agosto.
L’iniziativa è sostenuta anche dall’associazione “I grani dell’Asta del Serio”. “Ogni sofisticazione che va a inficiare il prodotto locale va combattuta – sostiene il presidente Andrea Messa –. La mia associazione si occupa di cereali e di grani, mi domando: di questo passo quando arriveremo a dire che per fare il pane non c’è bisogno della farina, ma basta prendere della paglia, tritarla fine, insaporirla, colorarla, e poi farne del pane. E magari su questa confezione del pane ci mettiamo pure un covone e una bella contadinella che miete con la falce. E io dei miei grani cosa ne faccio?”.

















