Quanti modi ci sono di far rivivere una fotografia? Infiniti, forse. Eras Perani ha scelto la contaminazione. Ovvero proiettare immagini di grandi artisti e scattare a sua volta una foto. Il risultato si può ammirare fino al 9 gennaio alla biblioteca di Albino, dove è allestita la mostra «Hologram».

«L’idea – spiega Perani – è nata alcuni anni fa come tributo ai fotografi che apprezzo di più. Ho pensato di proiettare le immagini su dei veli e, usando come modelli persone che si trovavano lì per caso, sono riuscito ad ottenere queste immagini. I colori sono anomali, naïf: l’effetto è dovuto al fatto che la frequenza di immagini del proiettore è diversa rispetto alla velocità di scatto».
Opere famose vengono in questo modo contaminate creando un effetto sorprendente. «Ho usato immagini del fotografo che amo di più in assoluto, che è Luigi Ghirri, ma anche di Giacomelli, Weston, Uelsmann, Thorgerson (il fotografo delle copertine dei Pink Floyd) – prosegue Perani –. Si tratta di immagini che ho scelto pensando all’effetto che avrebbero avuto proiettandole. Ho usato anche mie fotografie, mischiandole a quelle dei grandi autori».

In più, c’è l’elemento casualità: non sono state fatte pose scelte, ma i veli sono stati collocati all’interno di alcune manifestazioni, persone di passaggio fermate e fotografate. Il progetto ha avuto come cornice l’ultima edizione di «Bere Bergamo» a Casnigo (il paese di Perani) e «Misfotos» al Convento della Ripa di Albino.
La mostra si può visitare dal lunedì al sabato dalle 9 alle 12 e dalle 14,30 alle 18,30. Martedì, mercoledì e giovedì anche dalle 20 alle 22; la domenica dalle 9 alle 12.
















