Anche quest’anno si è rivelato un successo, il presepe vivente di Orezzo. Tantissime persone hanno raggiunto la frazione di Gazzaniga per assistere alla rappresentazione della Natività e degli antichi mestieri. Nel caratteristico contesto di via Leone XIII, che in tante abitazioni conserva immutati i tratti di una volta, il passato è come tornato d’incanto. Questo anche grazie alle oltre 70 persone che si sono impegnate per rendere possibile la manifestazione.

Ad Orezzo il presepe vivente viene proposto da ben 22 anni. «Cerchiamo di far qualcosa per far conoscere il nostro piccolo paese – ci ha detto il vicepresidente della Pro loco Bruno Ghilardini –. Gli abitanti, purtroppo, diventano sempre meno, noi vogliamo invece che Orezzo continui a vivere. Vediamo che comunque la gente che ci dà una mano è sempre felice di far qualcosa e quindi ci impegniamo ogni anno».

Tanti gli antichi mestieri proposti lungo via Leone XIII: il calzolaio, il falegname, la casera dove si preparava il formaggio e il burro, le donne impegnate a fare il bucato o stirare con il ferro a carbone, il maniscalco, l’impagliatore, per citarne solo alcuni.


Alla fine del percorso si poteva poi trovare la Natività, in una stalla, con gli animali. Quest’anno Gesù bambino era il piccolo Andrea, di soli due mesi, figlio di una coppia del paese.

Non mancavano nemmeno i sapori tipici. Si poteva assaggiare, ad esempio, il caffè fatto con la cicoria, le frittelle, i casoncelli. In una cucina le donne erano impegnate a cucinare il minestrone.

La manifestazione, che saluta le feste natalizie, è stata molto apprezzata: centinaia di persone hanno riempito il piccolo borgo sin dalle prime ore del pomeriggio. Adesso per Orezzo c’è subito un altro appuntamento: la festa di Sant’Antonio abate.
















