Secondo ok in consiglio comunale per il progetto di fusione, dopo Songavazzo ieri sera è toccato all’assemblea consigliare di Cerete approvare il documento, passato tuttavia con il voto contrario del gruppo consigliare di minoranza.
«Abbiamo espresso con la nostra dichiarazione di voto – spiega il capogruppo di minoranza Paola Rossi – la nostra contrarietà al progetto di fusione così come viene proposto nello studio dell’Ancitel, in quanto riteniamo che sia un’aggregazione troppo sbilanciata. Pensiamo inoltre che non vi siano garanzie sui servizi e su come saranno dislocati all’interno del grande territorio del comune unico, in quanto l’ipotetico sindaco del nuovo comune non avrà alcun obbligo di seguire quanto indicato nello studio, pertanto tutto quello che oggi viene proposto è un vero e proprio salto nel buio. Non sappiamo ad esempio se verranno mantenuti i municipi, le scuole e i vari servizi. Ovviamente la fusione viene resa appetibile anche per il discorso dei finanziamenti che lo Stato sta cercando di dirottare verso questo tipo di fusioni, ma ricordiamo che bisogna capire con certezza se lo Stato reperirà tutti i fondi che promette. Non dimentichiamo inoltre che anche le unioni dei comuni hanno la possibilità di ottenere finanziamenti. Fa ovviamente gola avere soldi ora o per i prossimi anni, ma bisogna pensare che quando i contribuiti finiranno resteranno i problemi di una gestione che andava affrontata in maniera ponderata attraverso l’Unione esistente, soggetto che invece potrebbe garantire un passaggio graduale a una fusione con numeri di abitanti diversi rispetto a quelli proposti oggi».
In consiglio la minoranza si è lungamente fermata sulla rappresentatività del nuovo comune. Il consigliere Ezio Seghezzi a più riprese ha spiegato come nel nuovo comune unico in minoranza non saranno rappresentati tutti i paesi, scenario che potrebbe interessare anche la maggioranza.
«Dopo le assemblee – ha detto la prima cittadina Cinzia Locatelli -, oggi perfezioniamo il primo passo obbligatorio: la votazione in consiglio. S’inizia l’iter vero e proprio che porterà al referendum e speriamo quindi alla costituzione del comune unico. Certo, con la minoranza si è acceso il dibattito, ma era abbastanza prevedibile: abbiamo una minoranza contraria alla fusione nonostante siano stati fautori del referendum che ha portato la popolazione di Cerete a dire sì. Mi sento di potere tranquillizzare i cittadini, così come abbiamo fatto in consiglio in merito alla questione della rappresentatività: in qualsiasi caso mi auguro, ma sono più che convinta, che chi verrà eletto tutelerà i territori indipendentemente dalla provenienza. Secondo la legge i comuni che sono nell’unione entro il 31/12/2016 dovranno conferire tutte le competenze all’ente sovracomunale, scenario che non permetterebbe nessuno snellimento burocratico e nessuno aiuto. Sarebbe un assetto senza economie di scala e risparmi».
Le approvazioni del documento relativo alla fusione continuano: sabato mattina si riunisce il consiglio comunale di Onore, lunedì quelli di Rovetta e Fino del Monte.

















