Forse è la volta buona. Ad Albino la questione Piazzo sembra vicina a una soluzione. Il collegamento con Nembro all’interno del Parco locale di interesse sovraccomunale (Plis) potrebbe vedere presto la luce grazie a un nuovo progetto predisposto dal Comune e finanziato dal proprietario dell’area nei pressi della Cà di Fade. Questo significa stop al progetto della precedente amministrazione e stop all’esproprio.
«Il problema è annoso (un riassunto si può trovare qui, ndr) – esordisce il sindaco di Albino, Fabio Terzi –. Questa bellissima area naturalistica del Comune di Albino, al confine con Nembro, da anni è priva di un collegamento per quanto riguarda la viabilità minore, i sentieri. La soluzione prospettata dalla precedente amministrazione non ha mai accolto il nostro favore. Per questo, quando mi sono insediato, ho sospeso quel progetto: era già stato decretato un esproprio di un’area per creare una bretellina e collegare quindi il sentiero che veniva da Albino con quello di Nembro, soluzione a nostro modo di vedere infelice. È vero che da un punto di vista economico era quella meno onerosa, ma dal punto di vista ambientale andava a deturpare una delle balze erbose caratteristiche di quella zona».
L’attuale amministrazione, quindi, non ha dato seguito all’esproprio e ha iniziato a lavorare per una soluzione alternativa. «Abbiamo avanzato la proposta di un progetto diverso, che va a riattivare dei percorsi storici esistenti – prosegue il sindaco –. Ovviamente costa di più rispetto al progetto della precedente amministrazione. Quindi, non potendo noi realizzarlo, chiediamo al privato che invece dell’esproprio sia lui a sostenere per intero la realizzazione di questo passaggio alternativo».
Di fatto, si tratta di un tracciato più lungo, meno agevole, che presenta un quadro economico di quasi 180 mila euro. Ma potrebbe rappresentare la quadratura del cerchio. «Abbiamo avuto un incontro col privato, che sembra disposto ad accollarsi tutte le spese per la realizzazione di questo passaggio alternativo – sottolinea Terzi –. Lunedì, al più tardi martedì, dovremmo firmare l’accordo, che sarà accompagnato da una fideiussione per garantire da un punto di vista economico la realizzazione di questa proposta alternativa». L’accordo, se sottoscritto, comporterà «la revoca del progetto precedente e quindi anche del decreto di esproprio», aggiunge il sindaco.
Terzi si dice convinto che questa sia «la soluzione migliore, anche dal punto di vista storico e ambientale. Una soluzione che può mettere d’accordo tutti». Resta da capire se ne è convinta anche l’Associazione «Insieme per Piazzo» che negli anni si è battuta per la riapertura del passaggio alla Cà di fade, promuovendo anche una raccolta fondi per consentire l’esproprio.















