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Gli 007 incontrano gli studenti dell’Università degli Studi di Bergamo

Che un organo istituzionale definito intelligente per natura peschi le sue giovani leve in Università non sembra per nulla strano, ma nell’immaginario di molti gli 007 vestono in genere i panni di uomini e donne forse più vicini al mondo delle arti marziali che dello studio o della ricerca. Non che i servizi segreti non abbiano elementi degni di ispirare avventure alla James Bond, ma in una grande organizzazione servono tante menti: intelligence non per niente. Ecco allora che il “Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica” è impegnato in una serie di incontri negli atenei italiani, il “Roadshow Intelligence Live” che questa mattina ha fatto tappa anche a Bergamo, dove sicuramente non mancano studenti con le carte in regola per aspirare all’ambita carriera.
«Questa è un’operazione molto più profonda della semplice incentivazione alla simpatia tra la gente e la nostra organizzazione – spiega Paolo Scotto di Castelbianco, responsabile del comparto Comunicazione dell’Intelligence e Direttore della Scuola di formazione del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica -, è sicuramente un’occasione per farci conoscere meglio, ma soprattutto un modo per costruire passaggi più avanzati di collaborazione tra noi, il mondo dell’intelligence e le università, realtà che comprendono giovani, professori e progetti di ricerca e devo dire che Bergamo è una grande eccellenza, un luogo che merita grande attenzione».

Con il Roadshow l’intelligence cerca dunque di farsi conoscere e allo stesso tempo di diventare attraente per l’eccellenza del Paese. Un’attività che si inserisce in quello che è il cambio di atteggiamento che sta interessanto l’Organizzazione che dalla cultura della segretezza si sta orientando sempre di più alla cultura della sicurezza partecipata. Tutti possono infatti fare qualcosa per l’Italia. «I cittadini – continua Scotto di Castelbianco – sono l’azionariato diffuso della nostra sicurezza e devono sentirsi sempre più a bordo».

All'incontro anche i cadetti dell'Accademia della Guardia di Finanza
All’incontro anche i cadetti dell’Accademia della Guardia di Finanza

Un mezzo potente di comunicazione su cui sta puntando il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica è il sito www.sicurezzanazionale.gov.it, una piattaforma sulla quale negli ultimi mesi è stato possibile raccogliere le candidature di tanti giovani: oltre 8000. Di questi già una trentina collabora in modo fattivo con l’intelligence.
«Sul sito – aggiunge Scotto di Castelbianco – si intensificano inoltre le collaborazioni con le università su temi che vanno dalla cultura alla sicurezza sino a progetti sulla sicurezza economico industriale e cyber, fronte che sta diventando sempre più importante. Ai giovani ricordo una cosa importante: non basta eccellere in qualcosa, serve un senso forte per le istituzioni».

«È un momento importante per il sistema universitario – ha detto il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo Remo Morzenti Pellegrini – è un modo per condividere la cultura alla sicurezza nel nostro Paese, ma anche per diffondere il concetto di innovazione e per fare comprendere che intorno al mondo della sicurezza ci sono  possibilità di occupazione e di ricerca scientifica. Nelle prossime settimane con la Crui verrà sottoscritto un importante accordo proprio in tal senso».

Il Professore Michele Brunelli, del Dipartimento di Lettere, Filosofia e comunicazione è intervenuto con una relazione avente come titolo: "Ci rivedremo a Dabiq'. L'Europa e lo Stato islamico dopo Parigi e Bruxelles: alla ricerca di una strategia comune"
Il Professore Michele Brunelli, del Dipartimento di Lettere, Filosofia e comunicazione è intervenuto con una relazione avente come titolo: “Ci rivedremo a Dabiq. L’Europa e lo Stato islamico dopo Parigi e Bruxelles: alla ricerca di una strategia comune”

«La prospettiva di collaborare – ha detto Giacomo Stucchi, presidente del Copasir – con l’intelligence non è una prerogativa solo di chi veniva da amministrazioni pubbliche o dalle forze dell’ordine, oggi servono competenze nuove per difenderci dalle nuove minacce».

E tornando al moderno 007 tra le figure utili ad affrontare le sfide sempre più complesse non ci sono solo esperti in lingue o in informatica, si annoverano per esempio anche matematici (che devono essere ad esempio in grado di costruire e aprire in continuazione nuovi codici), esperti di relazioni internazionali o comunque persone capaci di capire e anticipare i cambiamenti della nostra società.

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