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Punti nascita in Val Seriana, Alzano è di troppo?

Nido ospedale Piario
Il nido dell'ospedale di Piario

Due punti nascita in Valle Seriana sono troppi? Chiudere Alzano potrebbe favorire Piario, finito sotto la soglia minima dei 500 parti? A lanciare il sasso, a margine dell’incontro tra sindaci e vertici della sanità territoriale di ieri, è il presidente della Comunità montana di Scalve Guido Giudici. «Abbiamo tre punti nascita nella nostra nuova azienda (l’Asst Bergamo Est, ndr). Forse uno avanza, perché è a pochi chilometri da altri grossi ospedali», sostiene Giudici. E ci vuole poco a capire a quale dei tre (Piario, Alzano, Seriate) faccia riferimento. «Dal punto di vista della razionalizzazione ci auguriamo che qualcosa in futuro avvenga», conclude Giudici.

Razionalizzare è stato uno dei verbi più usati, ieri sera. Soprattutto da Guido Giudici, per anni medico all’ospedale «San Biagio» di Clusone, di cui è stato anche direttore sanitario. Insomma, uno che i problemi li ha vissuti anche «da dentro». «Durante l’incontro – commenta a fine serata – non abbiamo aggiunto quella che secondo me andava messa come ciliegina sulla torta: abbiamo carenze di pediatri, carenza di cardiologi, carenza dal punto di vista organizzativo del Pronto soccorso. Tutti aspetti che rappresentavano la qualifica di ospedale di montagna. È successo che abbiamo avuto le dotazioni organiche, ma sono state distribuite sugli altri ospedali. C’è bisogno che si torni ad avere le figure che servono per una prima assistenza qualificata».

Più sinergia tra gli ospedali dell’Azienda socio sanitaria territoriale (l’ex Azienda «Bolognini» di Seriate), a fine serata, è stata chiesta anche dal primo cittadino di Piario Pietro Visini, che comunque esprime soddisfazione per l’esito dell’incontro: «In parte abbiamo avuto risposte esaurienti, in parte promesse che speriamo molto vengano mantenute. Terremo monitorata la situazione e i sindaci non abbandoneranno questa idea di incontrare almeno una volta ogni sei mesi i dirigenti di Ats (Agenzia di tutela della salute, l’ex Asl, ndr) e Asst». Una proposta, questa, lanciata dal presidente della Comunità montana Valle Seriana Alberto Bigoni. Il prossimo incontro dovrebbe essere a settembre.

L’appuntamento di ieri è stato organizzato anche in seguito alle ultime vicende che hanno coinvolto il «Locatelli». Tra la gente era emersa la preoccupazione che la struttura fosse a rischio sopravvivenza. «Ai cittadini va detto che questo ospedale non è in discussione. Pertanto, tutte le voci che circolano non sono assolutamente veritiere – mette in chiaro il sindaco di Piario –. Ma soprattutto i cittadini devono sapere che noi continueremo a lavorare, probabilmente andremo a farci sentire anche in Regione».

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