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Vallo paravalanghe, a Ludrigno lavori nei tempi

Può sembrare strano parlare di valanghe a maggio. Ma di solito i conti si fanno alla fine e il bilancio di un inverno non può che giungere in primavera. Bilancio positivo, quello del Protocollo operativo valanghe, messo in piedi anche quest’anno in Bergamasca per tenere sotto controllo i rischi della neve. Il meteo ha aiutato, ma lo strumento ha dimostrato ancora una volta la sua utilità. Tanto che si troveranno i soldi anche per l’anno prossimo. E questa è la prima buona notizia arrivata dall’incontro di oggi ad Ardesio con i rappresentanti degli enti coinvolti. La seconda è che i lavori per il Vallo di Ludrigno sono nei tempi e quando ricomincerà a nevicare le case della frazione saranno al riparo da brutte sorprese.

La visita al cantiere, dopo un primo momento di confronto nella sala consiliare di Ardesio, è servita a mettere sotto gli occhi di tutti come stia procedendo l’intervento. «Abbiamo completato quasi il 70% delle attività di scavo, ultimato la parte di regimazione idraulica che porta le acque fino al Serio e siamo a buon punto anche con le terre armate – ci ha spiegato il direttore dei lavori e progettista dell’opera, l’ingegner Massimiliano Barbolini -. Le previsioni sono quelle di riuscire a completare le opere strutturali per la fine di giugno. A quel punto rimarranno tutte le lavorazioni accessorie: il completamento delle parti idrauliche riguardanti il vallo e tutte le opere di mitigazione paesistico-ambientale».

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La grande muraglia (10 metri di altezza e circa 130 di lunghezza) pensata per fermare le valanghe che dovessero minacciare l’abitato di Ludrigno dovrebbe quindi essere completata come previsto entro settembre. «Da questo sopralluogo ho tratto un’impressione di altissima produttività ed efficienza nelle opere. I 950 mila euro stanziati a fondo perduto dalla Regione per tutelare da eventuali pericoli la frazione di Ludrigno direi che sono assolutamente e doverosamente ben spesi», ha detto l’assessore regionale all’Ambiente Claudia Terzi, dopo la visita al cantiere.

Resta ancora un tratto di vallo da realizzare, indispensabile per mettere in sicurezza anche la provinciale sottostante. Ma bisogna trovare i soldi. «Ci stiamo lavorando, non dipende solo da noi nel senso che Regione Lombardia come tutti gli enti locali si trova a fare i conti con i tagli sempre più gravosi che arrivano da Roma – ha detto ancora Terzi -. Probabilmente queste opere sono l’esempio di come le Regioni e gli enti locali possono ben spendere questi soldi, soldi che derivano anche dalle tasse dei cittadini di Ludrigno».

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Il vallo è un’opera di difesa dalla valanghe. Indispensabile, però, è anche la prevenzione, una delle direzioni su cui si muove il Protocollo opearativo valanghe, frutto di un accordo tra Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Arpa Lombardia, Prefettura di Bergamo,  Comunità Montane di Scalve, Valle Brembana e Valle Seriana e Comando provinciale del Corpo Forestale dello Stato. Con il Protocollo è stato istituito il Nucleo Tecnico Operativo (Nto) per il monitoraggio del rischio valanghe e il supporto alle decisioni degli enti locali nella fase di gestione dell’emergenza.

L’esperienza funziona e la presenza ad Ardesio dell’assessore Terzi è servita anche per capire che la Regione è pronta a fare la sua parte nel caso servano risorse. «Dalle parole che sono state spese oggi ci sarà la riconferma anche per l’anno prossimo di finanziamento al Nucelo tecnico operativo – ha detto Claudio Merati, dirigente dirigente dell’Ufficio Territoriale Regionale di Bergamo -. Fino ad ora le risorse venivano dalla Provincia e dai Comuni, mentre la Regione contribuiva coi suoi tecnici e con l’elicottero. Ci preoccupa l’evoluzione della Provincia. Il fatto che la Regione s’impegni a sostenere lo strumento, nel caso queste risorse vengano a mancare, dà garanzia del nostro lavoro per il futuro. Calcolando che siamo partiti a Bergamo nel 2009 e adesso questo protocollo è esteso ad altre province e sta diventando un punto di riferimento a livello nazionale, sarebbe un peccato lasciare a metà, soprattutto per la nostra popolazione».

Alla Croce Blu di Gromo
Alla Croce Blu di Gromo

La mattinata si è poi conclusa alla Croce Blu di Gromo, con la visita al magazzino che ospita i mezzi di Protezione civile. In caso di emergenze causate dalla neve, l’intervento dell’associazione in Alta Val Seriana si è rivelato spesso fondamentale sia per tenere sotto controllo le valanghe sia per assistere i cittadini in difficoltà.

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