Il comandante provinciale della Guardia di finanza di Bergamo, Vincenzo Tomei, ha illustrato ieri durante una conferenza stampa il bilancio dell’attività svolta dalle Fiamme gialle nel corso del 2016.
Sono stati accertati 290 reati fiscali, con la denuncia di 213 persone; 118 gli evasori scoperti, di cui ben 106 totali. Sono state 137 le persone denunciate per avere indebitamente percepito finanziamenti. Sul fronte della lotta al lavoro sommerso, sono stati scoperti 46 lavoratori in nero; 23 erano quelli in posizione irregolare. Per quanto riguarda, invece, i reati societari, fallimentari, bancari, finanziari e di borsa, le Fiamme gialle hanno indagato 78 persone, due delle quali arrestate.
Non sono mancati i servizi antidroga: i sequestri più corposi sono stati effettuati alla dogana di Orio; 19 le persone arrestate e 30 quelle denunciate per reati legati allo spaccio. Quasi quattromila i controlli sull’emissione degli scontrini fiscali e in 1420 casi sono state riscontrate irregolarità.
Tra i fenomeni da monitorare, secondo la Finanza, c’è quello della auto di lusso con targa straniera. È in crescita a Bergamo e provincia il fenomeno dei connazionali che immatricolano auto di grossa cilindrata all’estero con l’obiettivo di evadere le tasse. Chi guida auto immatricolate in paesi non comunitari, come la Svizzera, rischia il sequestro del mezzo, qualora venisse accertato il dolo dell’evasione. Se la targa, invece, è comunitaria, il rischio è di tipo amministrativo: può essere chiesto il pagamento dell’Iva al 22% e del dazio doganale (un ulteriore 10%).
Nella conferenza stampa sono stati poi citati alcuni casi particolari. Uno di questi è relativo a un’associazione sportiva dilettantistica organizzatrice di gare ciclistiche che nella dichiarazione dei redditi per il 2011 e 2012 aveva indicato costi per un milione senza pezze giustificative. Nei due anni successivi, inoltre, non ha dichiarato nulla pur ricevendo contributi per 800 e 900 mila euro.
Un altro caso, scoperto dagli uomini della Tenenza di Clusone, riguarda un’associazione musicale della Valle Seriana. Pur trattandosi di una realtà non a scopo di lucro, secondo l’accusa pare organizzasse eventi culturali salvo poi lucrare sulla somministrazione di cibi e bevande.

















