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Rovetta, piscina a misura di disabili

Come gli ingredienti di un dolce, ognuno ha dato il suo contributo per il prodotto finale. Non a caso tutto è partito da uno strudel di 32 metri, steso in autunno lungo via San Defendente a Clusone. L’approdo è invece un sollevatore che rende la piscina di Rovetta accessibile alle persone con disabilità.

Il progetto è partito grazie a un’idea della Pasticceria Duci di Clusone: «Avevamo il desiderio di organizzare qualcosa per il nostro paese e abbiamo pensato di preparare questo strudelone. Ne abbiamo poi parlato con Lisa Carrara, allora presidente della Consulta dei giovani per coinvolgere anche loro», spiega Davide Duci.

L’obiettivo è stato fin da subito raccogliere fondi per un’iniziativa di solidarietà. Sono stati proprio i ragazzi della Consulta a darsi da fare per trovare il progetto da finanziare. «Fin da subito abbiamo creduto in questa idea – sottolinea Lisa Carrara -. Devo ringraziare tutte le persone di Clusone e dei paesi vicini che si sono presentate a novembre e hanno dato il loro contributo per ottenere questo risultato».

Dalla Consulta dei giovani la palla è passata all’Amministrazione comunale di Clusone e quindi all’Ambito dei servizi sociali. Si è deciso così di destinare il ricavato dello strudelone all’acquisto di un sollevatore mobile per la piscina. L’apparecchio è costato 5 mila euro: 2.500 sono stati raccolti grazie alla festa in via San Defendente, 1.700 li ha messi l’associazione Fadi (Familiari di disabili) e i restanti 800 vengono dai 24 comuni dell’Ambito. Il gestore della piscina ha poi provveduto all’acquisto delle sedie necessarie per utilizzare il sollevatore.

Foto di gruppo con tutti i protagonisti del progetto

«Questo è un primo esempio di collaborazione tra diverse realtà, dove ognuno ha dato il proprio contributo – commenta Antonella Luzzana, vicesindaco di Clusone e presidente dell’Ambito -. In questo modo siamo riusciti a portare a termine questo progetto in pochi mesi». Soddisfatto anche il sindaco di Rovetta, Stefano Savoldelli: «Credo che al di là del valore economico, questo sollevatore abbia un valore simbolico molto forte. Perché anzitutto aiuta delle persone che diversamente non potrebbero usufruire della piscina, in secondo luogo perché è stato posato il seme per una collaborazione che va al di là delle realtà istituzionali».

«Si sentiva la mancanza di questo sollevatore – sottolinea Armando Malfante, dell’associazione Fadi -. Di conseguenza, quando ci è stato proposto di partecipare a questo progetto abbiamo aderito volentieri, anche perché c’era la possibilità di avviare un percorso di collaborazione che potrebbe avere ulteriori sviluppi».

Il sollevatore si trova già in piscina, pronto ad essere usato ogni volta che ce n’è bisogno. Permette di entrare in acqua (e uscire) senza pericolo alle persone anziane o con disabilità. «Ci rendiamo conto della difficoltà che vivono le persone fragili, non abbiamo fatto altro che metterci a disposizione per dare loro quello che gli spetta – conclude Roberto Bogazzi, gestore della piscina di Rovetta -. Credo sia una questione di civiltà metterli nelle condizioni di poter usufruire di un impianto nella maniera più sicura possibile».

Il servizio di Antenna2:

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