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Ad Albino “Gino Bartali, eroe silenzioso”

«Il bene si fa, ma non si dice. E certe medaglie si appendono all’anima, non alla giacca», diceva Gino Bartali. Il grande campione salvò oltre 800 ebrei trasportando documenti falsi nel tubo della sua bicicletta. Una storia che lui volle sempre tenere nascosta, ma che venerdì sera (26 gennaio) verrà raccontata ad Albino.

All’Auditorium “Benvenuto e Mario Cuminetti”, con inizio alle 21, verrà messo in scena lo spettacolo «Gino Bartali – Eroe Silenzioso» di Luna e Gnac Teatro. L’ingresso è gratuito (fino ad esaurimento posti, non è necessario prenotare) perché l’Amministrazione comunale ha voluto offrire lo spettacolo alla cittadinanza in occasione della Giornata della memoria.

«Gino Bartali – Eroe Silenzioso» dura un’ora ed è tratto dal libro “La corsa giusta” di Antonio Ferrara. La regia è di Carmen Pellegrinelli, in scena Federica Molteni, scenografie di Michele Eynard. Lo spettacolo racconta di Bartali, che a soli ventiquattro anni, incarna il ciclismo eroico degli anni ’30. Protagonista assoluto, ha un grande sogno: vincere Giro d’Italia e Tour de France nello stesso anno. Ma la Storia, incarnata nel Fascismo, entra prepotentemente a cambiare per sempre la sua carriera: la sua vita sportiva viene piegata ai voleri e alle mire del Duce, che vede in Gino Bartali l’ambasciatore azzurro del fascismo nel mondo. Però Bartali non ci sta, ed è qui che inizia la pagina meno nota del grande campione, che aderisce come staffetta alla rete clandestina organizzata dall’arcivescovo di Firenze, Elia Dalla Costa.

«Gino Bartali – Eroe Silenzioso» vuole perciò parlare dell’Italia e degli italiani al tempo del Fascismo, della fatica dello sport e del silenzio delle azioni più coraggiose. Raccontare perciò della vita di un campione dello sport, ma soprattutto di un uomo che ha scelto da che parte stare.

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